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Legs Diamond – Recensione: A Diamond Is A Hard Rock

La seconda metà degli anni ‘70 spesso non è vista come il momento migliore per quello che oggi viene definito “classic rock”. L’avvento su fronti opposti di punk e disco music avevano in effetti messo, almeno a livello mediatico, in relativa ombra tante formazioni, da quelle storiche alle emergenti, che in realtà di cose interessanti da dire ne avevano eccome. I losangelini Legs Diamond, ad esempio, si possono considerare a tutti gli effetti una delle migliori formazioni di sempre per quanto riguarda l’hard rock made in USA. Formatisi all’inizio del decennio, arrivano al debutto discografico nel 1977 con l’ottimo album omonimo, che li farà segnalare come risposta americana ai Deep Purple, vista qualche similitudine nel sound delle due band. Ma che i Legs Diamond fossero ben di più è dimostrato soprattutto dal loro secondo lavoro, “A Diamond Is A Hard Rock”, uscito alla fine dello stesso anno, dopo importanti tour con band quali Kiss, Ted Nugent, Montrose e REO Speedwagon. Prodotto da Eddie Leonetti e uscito per la Mercury Records, si può considerare il classico per eccellenza del quintetto, che vedeva Rick Sanford a voce e flauto, Roger Romero alla chitarra, Mike Prince a tastiere e chitarra ritmica, Michael Diamond al basso e Jeff Poole alla batteria. L’inizio, affidato alla title track, con uno dei riff più esaltanti di sempre, la splendida voce squillante di Sanford con le sue melodie immediate e un ritornello che resta stampato nella mente ne fanno un classico fin dalle prime note, la cui aggressività è parzialmente stemperata dalla più ariosa “Waiting”, un mid tempo di cui l’organo Hammond di Prince costituisce l’ossatura. “Long Shot” è un brano più articolato, che a tratti strizza l’occhio all’allora nascente AOR e che in alcuni passaggi fa sentire il flauto di Sanford. A chiudere la prima facciata dell’LP arriva “Woman”, dall’inizio melodico e sognante, alternato a un proseguo strutturato dal riff di Romero, una sorta di mini suite che rappresenta uno dei punti più alti dell’album. Ben più immediate “Jailbait” e la tirata “I Think I Got It”. Si cambia nuovamente registro con la magnifica “Evil”, dalle atmosfere più cupe e qualche vago spunto prog. “Live A Little” fa parte dei brani a impatto immediato di melodia e ritornello e l’hard boogie “Flyin’ Too High” chiude degnamente un disco a dir poco sensazionale.

LEGS DIAMOND – A Diamond Is A Hard Rock

Purtroppo i Legs Diamond non raggiungeranno mai il successo meritato. Dopo “Fire Power” del 1979, la band proseguirà fra scioglimenti, cambi di formazione e la pubblicazione di alcuni dischi, molto spesso di ottima qualità e un sound che cercava anche di stare al passo coi tempi. Assurti negli anni a band di culto, soprattutto fra gli appassionati di melodic rock, esistono tutt’ora, portati avanti da Romero, Prince e Poole, attivi principalmente dal vivo. È fuori da ogni dubbio che sono fra i rappresentati più significativi dell’hard rock melodico statunitense di fine Seventies, e questo “A Diamond Is A Hard Rock” è l’album che rappresenta al meglio il loro apporto al genere, essendo considerabile non solo il loro capolavoro, ma a tutti gli effetti, una delle migliori uscite discografiche dell’epoca e non solo.

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