Spike – Recensione: 100% Pure Frankie Miller

Uno Spike iperattivo si getta con entusiasmo anche al tributo a Frankie Miller, suo amico nonché fonte di ispirazione, interpretando dodici canzoni inedite del cantautore scozzese. Nato nel 1949 a Glasgow, influenzato da rock e R&B, nel corso di una carriera iniziata nel 1966 Miller ha collaborato con musicisti di livello – ha duettato fra l’altro con Phil Lynott sulla versione di “Still In Love With You” apparsa su “Nightlife” nel 1974 – ed ha avuto una carriera da solista di successo negli anni ’70 e ’80, al punto che Rod Stewart lo indica come l’unico cantante ad averlo commosso fino alle lacrime. Oltre alla sua produzione solista, ciò che rende grande Miller, sopravvissuto ad un’emorragia cerebrale nel 1994, è il repertorio frutto del suo grande talento di compositore: i suoi pezzi sono stati interpretati, fra gli altri, da Johnny Cash, Ray Charles, Rod Stewart, Bob Seger, Bonnie Tyler, Roy Orbison, Etta James, Joe Cocker, Joe Walsh e gli Eagles.

Ecco che allora desta grande curiosità questa collezione, in cui Spike presta la propria voce a sentimenti e sensibilità di Miller, con notevole credibilità ed efficacia. La voce che sembra arrivare all’ascoltatore attraverso una coltre di fumo e di nebbie alcoliche, il frontman dei Quireboys fa propri pezzi intensi come “Cocaine”, “Intensive Care” e “Bottle Of Whiskey”, mostrandosi perfettamente a suo agio in atmosfere rilassate, fatta eccezione per il rock’n’roll di “Cheap Hotel”. Il che non significa che ad accompagnarlo ci sia qualcuno che non lascia il segno, tutt’altro: in “100% Pure Frankie Miller” portano qualità, esperienza e passione Ronnie Wood, Andy Fraser, Simon Kirke, Ian Hunter, Luke Morley, tutti i compagni di Spike nei Quireboys e altri ancora. In brani dal sapore più romantico come “I’m Losing You”, “Amsterdam Woman” e “Keepin’ It All For You” Spike si avvicina ancor più del solito alla timbrica di Rod Stewart, anello di congiunzione fra lui e lo stesso Miller, come già detto. Il duetto con Bonnie Tyler in “Fortune” è particolarmente emozionante, così come toccanti sono “Other Side Of Town” e “Did You Ever Wanna Go Home”, impreziosita dalle note del pianoforte.

Un album decisamente intenso, in cui ad unire Frankie Miller e Spike, oltre all’amicizia che traspare dalla sentita interpretazione del frontman dei Quireboys, è la graffiante poesia che è stata caratteristica comune della loro carriera musicale.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Cargo Records / Livewire

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Brooklyn Bridge
02. Cocaine
03. I'm Losing You
04. Intensive Care
05. Fortune (With Bonnie Tyler)
06. Amsterdam Woman
07. Other Side Of Town
08. Cheap Hotel
09. Cold, Cold Nights
10. Did You Ever Wanna Go Home
11. Keepin' It All For You
12. Bottle Of Whiskey


Sito Web: http://cargorecordsdirect.co.uk/products/spike-100-pure-frankie-miller

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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