Se a chi vi sta scrivendo avessero detto, diciamo più di una quarantina di anni fa, che nel 2024 usciva il nuovo album di inediti dei Deep Purple, beh, la notizia non avrebbe avuto la minima credibilità. E invece eccoci, nell’anno del Signore 2024, a parlare del nuovo album di quella leggenda vivente che porta quel nome. Come ben sappiamo la band sta proseguendo imperterrita il proprio percorso musicale sia in sede live (qua il live report dell’ultima data italiana) che con una serie di eccellenti dischi in studio che, con la produzione del grande Bob Ezrin (produttore fra i tantissimi altri di gente come Pink Floyd, Kiss, Alice Cooper, Lou Reed, Peter Gabriel, Darkness, Jane’s Addiction e un’infinità di altri) hanno mostrato una band viva, senza alcuna voglia di sedersi sugli allori, pur in coerenza col proprio gigantesco passato. La grande novità di questo disco è il debutto in studio, dopo un massiccio rodaggio dal vivo, del nuovo chitarrista Simon McBride, da qualche anno sostituto di Steve Morse che aveva lasciato per gravi problemi familiari. Il titolo del nuovo disco, come per i precedenti, in uscita per Ear Music, è l’enigmatico “= 1”, che a detta della band, significa che nelle complessità del mondo attuale, tutto può venire ricondotto a una essenza unificata, nella quale il tutto porta a uno; forse anche per questo la copertina è estremamente (fin troppo) minimale. Ovviamente la formazione, per il resto vede come al solito Ian Gillan alla voce, Don Airey alle tastiere, Roger Glover al basso e Ian Paice alla batteria, di fatto l’unico membro a suonare dal 1968 su tutti i dischi dei Deep Purple.
E ascoltando il disco, possiamo affermare senza ombra di dubbio che è un centro pieno, che conferma ed estende quanto di buono avevamo potuto ascoltare nei tre brani pubblicati coi relativi video in anteprima.
La chitarra stoppata di McBride introduce il brano d’apertura, “Show Me”, che sfocia in un teatrale cantato di Gillan, un ritornello estremamente melodico e un delizioso scambio di assoli fra McBride e il Moog di Airey. Segue “A Bit On The Side”, con un incalzante riff che può ricordare quello di “Stormbringer”, ma con uno sviluppo del tutto diverso, ben più in linea con gli ultimi lavori della band, e degli stacchi di batteria che fanno vedere chi è Ian Paice, non certo per difficoltà di esecuzione, ma come classe, groove e gusto. “Sharp Shooter” è legata alla tradizione della band, hard rock classico qua trattato con la leggerezza di un r’n’r di marchio britannico, mentre “Portable Door”, è uno dei singoli già ascoltati, con il giro che richiama “Pictures Of Home” e quella splendida linea vocale in piena tradizione porpora. Su questa linea anche “Old-Fangled Thing”, mentre “If Where You” è un’intensa e articolata ballad, magistralmente interpretata da Gillan.
Altro singolo è “Pictures Of You”, con quell’andatura solida e melodica che ci rimanda ai tempi di “Perfect Strangers”, mentre “I’m Sayng Nothin’“ è un divertente hard boogie, base per i “soliti” scambi solisti. Il terzo singolo, “Lazy Sod”, suona più Deep Purple che mai, col suo riff hard blues e tutti gli elementi che hanno da sempre caratterizzato la musica dei nostri, come d’altronde “No Money To Burn”. “Now You’re Talking” è il pezzo più tirato dell’intero disco e ci ricorda certe cose del Gillan solista. L’altra ballad è “I’ll Catch You”, risolta con classe ed eleganza, mentre la conclusiva “Bleeding Obvious” è il brano più prog dell’intero lotto, articolata ma mai dispersiva o fine a sé stessa, col tocco di Airey ben presente.
In tutto il disco troviamo da una parte un certo ritorno al più classico hard rock nello stile che la stessa band ha inventato più di cinquant’anni fa: i suoi riff potenti, i duelli chitarra – tastiere, le linee vocali immediate e un groove che viene dalla tradizione d’altri tempi, suonati da musicisti in grandissima forma, nonché autentici capiscuola nei rispettivi ruoli. Da un’altra parte è palese una rinnovata freschezza, una voglia di fare a cui ha senz’altro contribuito McBride, portando nuove energie. Come dicevamo nel live report, a differenza di Morse (del quale non possiede la portata innovativa), è di scuola britannica, e con questa musica ci è cresciuto, sposando quindi alla perfezione sia nel sound che nelle intenzioni lo spirito dei vecchi leoni inglesi. Il suo lavoro in effetti è non meno che eccellente, e contribuisce in modo notevole a riportare la band nel solco della sua tradizione, senza però farne la caricatura. È anzi l’incredibile voglia di andare avanti, di fare e cercare sempre qualcosa di nuovo e interessante da dire che ci colpisce in questo “= 1”, il che, per una band prossima, nei suoi membri storici, all’ottantina, è qualcosa di incredibile e, concedetecelo, commovente.
Consapevolezza del proprio enorme passato, voglia e capacità di guardare anche oltre, e qualità dei brani a dir poco clamorosa, sono la formula che ci fa affermare che “= 1”, senza voler togliere nulla a nessuno, è una delle uscite più belle, fresche, godibili dell’anno. Se dovesse essere il capitolo conclusivo di una storia leggendaria, ne sarebbe un gran finale, ma noi ci auguriamo che questi vecchi ragazzi non abbiano, con questo disco, detto la parola fine. Siamo ben consapevoli che ciò dipende da fattori imponderabili, ma se tutto andrà per il verso giusto, chissà che non avremo altre possibilità di goderceli. Il tempo che ognuno ha a disposizione, lo sappiamo, è limitato, l’importante è cercare di farne qualcosa di positivo. Se una cosa è certa è che i Deep Purple hanno decisamente capito come trarne il meglio.

|
Etichetta: Ear Music Anno: 2024 Tracklist: 01. Show Me 02. A Bit On The Side 03. Sharp Shooter 04. Portable Door 05. Old-Fangled Thing 06. If Where You 07. Pictures Of You 08. I’m Sayng Nothin’ 09.Lazy Sod 10. Now You’re Talking 11. No Money To Burn 12. I’ll Catch You 13. Bleeding Obvious Sito Web: https://www.facebook.com/officialdeeppurple |

Condivido l’ottima analisi e valutazione di un bellissimo album. Secondo me, anche Lazy Sod ha fortissime influenze Gillan (che ho sempre amato). Il Gillan cantante sarà vecchio, ma il Gillan scrittore di testi mi pare ancora un ragazzino. Chiedere a Charlene (A bit in the side) per credere.