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AAVV – Recensione: Reborn In Sleaze – A Tribute To Dave Lepard

Ha richiesto una gestazione molto complessa, a causa di una serie di imprevisti lunga come la Quaresima, ma alla fine ce l’ha fatta. Dave Lepard, primo cantante dei Crashdiet morto ancora prima di raggiungere il famigerato club dei 27, è stato la voce e l’anima di una band che, nonostante il generale calo di interesse verso lo sleaze, riesce ancora a raccogliere consensi, non sempre unanimi ma comunque ben percepibili. Per onorare la sua memoria (e anche in questo caso con l’approvazione della sua famiglia), una serie di band provenienti dalla scena glam italiana ed internazionale si sono riunite per reinterpretare alcuni fra i pezzi  più conosciuti dei Crashdiet.

L’impressione generale è da subito positiva, e anche le band italiane fanno, ameno dal punto di vista artistico, un’ottima impressione. Si ha modo quindi di ascoltare per la prima volta una registrazione ufficiale degli Speed Stroke, band romagnola nata dai defunti Johnny Burning, che mantengono il carattere selvaggio di “Riot In Everyone”; i romani Skull Daze preferiscono una versione molto fedele all’originale per l’esplosiva “Queen Obscene / 69 Shots”, mentre i Superhorrorfuck rompono gli schemi con una riproposizione più grezza di “Needle In Your Eyes”. Anche i celebratissimi Hell In The Club fanno parte della partita, con una “Staight Outta Hell” vivace ed irriverente, così come convincono in pieno le new sensation del j-rock, i DNR; “It’s A Miracle” viene addolcita e gli angoli smussati, ma mantiene comunque il fascino di uno dei brani più noti dei Crashdiet. In sostanza, una compilation che non ha, per fortuna, niente di retorico o di scontato, che mette in risalto come lo sleaze abbia ancora un cuore pulsante di vita, che aspetta solo di risorgere, anche nel nome di Dave Lepard.

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