Angra – Recensione: Rebirth World Tour

La “Nova Era” degli Angra trova compiuta celebrazione in questo doppio live, registrato in occasione dello show tenuto a San Paolo del Brasile in seno al tour mondiale a sua volta intrapreso dalla band carioca con la nuova formazione, e nel complesso si tratta di una realizzazione apprezzabile, comprensibilmente imperniata sulle song presenti in ‘Rebirth‘ pur senza trascurare il ricco e glorioso passato dell’epoca – Matos, con particolare riferimento ai fondamentali ‘Angels Cry‘ e ‘Holy Land‘.

La resa sonora è sicuramente pregevole e dagli Angra non ci aspettavamo nulla di diverso: sempre nitide le due chitarre di Loureiro e Bittencourt, protagoniste assolute del palcoscenico con i loro fraseggi incrociati, le sontuose scale neoclassiche ed i raffinati lavoro di cesello che confermano quella formata da Kiko e Rafael come una delle coppie d’asce di maggior qualità nel panorama metallico tutto; molto pulite anche le linee di batteria tracciate da Aquiles Priester, drummer veloce e potente anche se dotato a mio giudizio di minor fantasia rispetto al suo predecessore Ricardo Confessori (e se fosse il rinnovato corso degli Angra a richiedere meno acrobazie ritmiche e maggior compattezza?).

E la prova di Falaschi, colui che nella veste di nuovo singer del combo brasiliano raccoglie l’eredità forse più pesante? Il buon Eduardo, peraltro molto spigliato nella veste di front-man, si trova perfettamente a suo agio sui pezzi di ‘Rebirth‘ ma riesce a cimentarsi con destrezza anche nei brani costruiti per e sulla voce di Matos, sopperendo magari con la grinta ed il pathos interpretativo alle differenze di timbrica ed estensione e riuscendo quindi a fornire una prova convincente.

Estrapolare dal contesto questa o quella canzone non ha molto senso in quanto ritengo che un live vada giudicato nel suo complesso salvo svarioni clamorosi dei quali qui non c’è proprio traccia; a livello informativo mi limito ad evidenziare che i picchi di maggior entusiasmo da parte del pubblico si toccano prevedibilmente in corrispondenza delle vecchie ‘Angels Cry‘, ‘Nothing To Say‘ e ‘Carry On‘, che il ‘Drum Solo’ di Priester è simpatico e coreografico quanto si vuole ma se anche non fosse stato inserito nessuno credo ne avrebbe sentito la mancanza e che a tirare le fila dello spettacolo ci pensa l’immortale ‘The Number Of The Beast‘.

Nota di merito conclusiva per il curatissimo artwork ed in particolare per il booklet, ricco di foto e corredato dai testi di tutte le canzoni.

Voto recensore
7
Etichetta: Athreia / Edel

Anno: 2003

Tracklist:

Tracklist: CD 1: In Excelsis / Nova Era / Acid Rain / Angels Cry / Heroes Of Sand / Metal Icarus / Millennium Sun / Make Believe / Drum Solo CD 2: Unholy Wars / Rebirth / Time / Running Alone / Crossing / Nothing To Say / Unfinished Allegro / Carry On / The Number Of The Beast


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