Dissection – Recensione: Rebirth Of Dissection (Dvd)

Questo Dvd è l’epitaffio di una delle più importanti band di sempre nella scena estrema. Come tutti saprete la band era completamente personificata nella figura del suo leader Jon Nödtveidt che ha deciso di togliersi la vita qualche mese fa, mettendo così la parola fine a tutto. Un avvenimento triste ed inaspettato che non ci sentiamo di commentare. Come lui stesso proclama nell’intervista qui contenuta, i Dissection sono nati con l’intento di esplorare il lato oscuro e di portare all’estremo ogni scelta, senza paura o condizionamenti. E al di là di ogni possibile controversia sulla figura della band e del suo leader sul piano ideologico non ci si può esimere dal individuare nei Dissection una sopraffina arte musicale e lirica, qualcosa che in pochi hanno saputo avvicinare e nessuno imitare. Il concerto che si può qui vedere è un esempio assolutamente brillante del valore della band anche nella sua incarnazione recente, e se non bastasse l’alone mistico a convincervi dell’opportunità dell’acquisto, si potrebbe aggiungere anche la ottima qualità del prodotto. L’esecuzione è precisa, l’ambientazione ottimale, il pubblico adorante, il feeling palpabile, la scaletta fantastica e le riprese buone (ovviamente non stiamo parlando di una produzione major, ma il livello della regia è molto alto). Da prendere in seria considerazione…

Etichetta: Escapi / Self

Anno: 2006

Tracklist: 01. Intro : At the Fathomless Depths
02. Night's Blood
03. Frozen
04. Maha Kali
05. Soulreaper
06. No Dreams Breed in Breathless Sleep
07. Where Dead Angels Lie
08. Retribution - Storm of the Light's Bane
09. Unhallowed
10. Thorns of Crimson Death
11. Heaven's Damnation
12. In the Cold Winds of Nowhere
13. Elizabeth Bathory
14. The Somberlain
15. A Land Forlorn

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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