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Alberto Rigoni – Recensione: Rebirth

Nonostante siano trascorsi già tre anni dalla pubblicazione di “Something Different”, il bassista Alberto Rigoni non è certo rimasto con le mani in mano. Oltre ad essere parte integrante dei Twinspirits, questo poliedrico musicista ha creato un altro progetto chiamato Lady & The Bass, ha preso parte a diversi album in Italia e all’estero ed è diventato endorser per tutto ciò che il bassista medio potrebbe desiderare. Una tale serie di riconoscimenti e di esperienze poteva solo portare a un’evoluzione nel suo modo di suonare. Ecco quindi che “Rebirth” si differenzia dal suo predecessore, pur confermando che Alberto Rigoni ha ottime qualità come compositore oltre che come esecutore. Non ci sono più le piccole follie che rendevano veramente “differente” il lavoro precedente, ma questo è servito a rendere l’album più facile da ascoltare, nonostante uno sfoggio di tecnica impressionante da parte di tutti i musicisti. I brani sono per la maggior parte improntati su uno stile che spazia dal progressive al jazz e alla fusion, fatta eccezione per “With All My Forces”, sostenuto da solide ritmiche di chitarra. Da segnalare anche la presenza di una consistente compagine di ospiti, fra cui emergono il versatile John Macaluso e Gavin Harrison dei Porcupine Tree alla batteria, e una serie di tastieristi italiani, grazie ai quali la tastiera diventa lo strumento più importante del disco, dopo il basso, naturalmente. Semplicità e complessità riescono, non si sa bene come, a  convivere, e il risultato mette in luce ancora una volta come la scena di casa nostra meriti attenzione e riconoscimenti da parte di tutti.

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