Rainveil – Recensione: Verses

Un’altra valida band italiana giunge all’esordio grazie ai talent scout dell’Underground Symphony. Si tratta dei RainVeil, alla prima uscita ufficiale sulla lunga distanza con “Verses”, album mixato e masterizzato da Simone Mularoni ai Domination Studios, ormai una garanzia di qualità a livello di produzione. Per questo motivo il disco si presenta con un bel biglietto da visita, ma è soprattutto la qualità del comparto sonoro e la maturità dei ragazzi lombardi a consentire ai pezzi di uscire alla grande.

I RainVeil propongono un heavy metal molto oscuro e moderno, lontano dalle atmosfere del power teutonico e più vicino ad act quali Kamelot ed Evergrey. Aspettatevi quindi ritmiche possenti distese su mid tempo magniloquenti, in cui arrangiamenti sinfonici incalzanti si intersecano abilmente ai guitar riff e a melodie vocali ad ampio respiro. L’opener “Macabre Ecstasy” conferma come si possa suonare oggigiorno un heavy metal dalle tinte cupe, con una base quasi thrash ottantiana ed un gisto moderno di scuola Kamelot negli accompagnamenti orchestrali, che si prendono il prorpio spazio senza abbassare la tensione. La seguente “Brake Out” richiama la Lingua Mortis  Orchestra sempre per l’ausilio della sezione di archi, mentre la rallentata “Shades Of Darkness” introduce il pianoforte nei passaggi più eleganti. In “Verses” ritroviamo anche esperimenti in growl e voci filtrate, ma i brani non perdono mai la propria vena classica e quell’impronta indistinguibile che i RainVeil hanno saputo trovare fin da subito. L’unico rammarico è la durata dell’album, davvero troppo contenuto.

Verses” rappresenta un buon punto di partenza per la carriera dei RainVeil, una band già matura nella propria interpretazione del power metal, nenso più moderno del termine. I nostri evitano di ancorarsi a schemi predefiniti, ma con coraggio, si rifanno a band più famose difficilmente replicabili, come i Kamelot, dando un contributo convincente ad un genere fin troppo bistrattato negli ultimi tempi e che conferma di avere ancora tanto da dire, anche grazie ai gruppi di casa nostra.

RainVeil-verses

Voto recensore
7,5
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2016

Tracklist: 01. Prologue: Into the Void 02. Macabre Ecstasy 03. Break Out 04. Drowned 05. Mirror 06. Fire Opal 07. Eleanore 08. Shades of Darkness 09. Epilogue: Is this the End?
Sito Web: https://www.facebook.com/RainVeilOfficial/

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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