Rain 1980: Live Report della data di Gallarate

In questo sabato uggioso di novembre assistiamo al terzo concerto dei Rain 1980, nati dopo lo split doloroso avvenuto all’interno dei Rain, storica band bolognese di classic heavy metal, che, in seguito a contrasti interni, ha visto proseguire separatamente la carriera dei suoi componenti. Da un lato abbiamo i Rain 1980 che della formazione originale contano il chitarrista e fondatore della band Luciano Tattini insieme al fautore dlele lyrics, dall’altro tutto il resto della band che si presenta attualmente con il monicker di Rain.

In realtà è attualmente in corso una battaglia legale che deciderà circa la sorte della proprietà del monicker originale del gruppo ma in questa sede, fatta presente l’attuale situazione, si parlerà solo della musica che i Rain 1980 hanno proposto all’audience del locale di Gallarate.

Il concerto del gruppo di Tattini è stato più che buono, soprattutto dal punto di vista dell’impatto emozionale.

Infatti come si precisava appena sopra, questa data è solo la terza che la nuova line-up propone e di conseguenza si sono avvertite alcune imprecisioni qua e là, soprattutto in brani come la cover di ‘Higway To Hell’, che se da un lato sottolineano l’attuale situazione di amalgama del combo, dall’altro evidenziano le doti di padronanza del palco che i nostri dimostrano pienamente.

Caratteristica fondamentale della serata è l’opzione scelta dalla band di presentare live parecchi brani nuovi, scritti da Luciano Tattini, che faranno parte del prossimo studio-album del gruppo.

Si parte proprio con un pezzo nuovo e ruffiano come ‘It’s My World’, che già evidenzia le doti di intrattenimento del sound del gruppo; ritmi cadenzati e sostenuti, ottimi cori e linee vocali ruvide e melodiche, sorrette dalla voce eccelsa del nuovo singer Sange (conosciuto per essere anche il frontman degli Old Flame, cover band dei Thin Lizzy), che sfoggia un timbro roco e melodico, l’ideale per l’approccio hard rock della canzone.

Nel prosequio colpiscono ancora, fra i brani nuovi presentati, la carica della veloce ‘Black Gold Fever’, che sottolinea anche l’apporto della linea ritmica, formata dal bassista Wallace e dal batterista Andrea “Animal”, che a tratti sembra un po’ emozionato ma riesce a infondere la giusta carica alla ritmica dei pezzi. Arma vincente dei nostri è anche il secondo chitarrista, Lucio Martelli, che si ritaglia in un pezzo strumentale un assolo da capogiro che conquista subito gli astanti e ci fa intendere le doti virtuosistiche del musicista.

Continuando con lo show, facciamo presente che un altro brano interessate dei nostri, fra i nuovi proposti, è poi ‘No More Walls’, che si propone in modo inedito rispetto al songwriting conosciuto dei Rain, colpendo per l’approccio moderno che lo caratterizza e per i ripetuti cori ben sostenuti da bassista e singer.

Certamente i brani che poi hanno riscosso maggiore attenzione sono stati anche i classici della band, dall’inno ‘Heavy Metal’ (da ‘Bigditch 4707’) al classicissimo ‘Born To Kill’, qui riproposto in una versione veloce e “schiacciasassi”, veramente debordante!

Grande attenzione è stata poi indirizzata nei confronti dell’ultimo album ‘Headshaker’, di cui è stata suonata la titletrack più la rocciosa ‘Rocker Ram’, ‘Yellow Putrefaction’ e l’altro inno della serata, ossia ‘Only For The Rain Crew’, che suscita buon riscontro sul pubblico, che, a dir la verità, risulta abbastanza apatico nel corso di tutto lo show.

Nonostante la poca “carica” riversata dall’audience sul palco i Rain 1980 hanno regalato ottime emozioni e un buon concerto old-style di puro heavy metal classico. Sicuramente la qualità dei nuovi brani presentati è alta e il futuro di questo combo non può che esser roseo.

Foto di Leonardo Cammi

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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