Raiden – Recensione: Raiden

Toccati dal demone di Lemmy, il primo album dei nostrani Raiden è un rapido concentrato di riff veloci, suoni curati e voci che raschiano in gola prima di uscire, intense come un ruggito trattenuto. Nonostante gli evidenti riferimenti ai Motorhead, che si possono rintracciare soprattutto in “In The Eye Of The Raiden” e in “Dirty Rocker” (oltre che nella classica formazione a tre), i Raiden tengono a precisare che il loro progetto è anche uno stile di vita, nato per chi non si sente a proprio agio nell’epoca in cui stiamo vivendo e vive seguendo uno stile proprio, indipendente dalle mode e dai flussi monetari. Proprio per questo il simbolo scelto dalla band è il pirata, incarnazione di un sogno di indipendenza che non è mai venuto meno anche se ormai i libri di Salgari non vanno più di moda. L’album è tutto un susseguirsi di brani fulminei, con pochi ma importanti cambi di tempo e melodie tanto scarne quanto immediate; i testi propongono curiosi giochi di parole (come “Jolly Rocker” o “Motoramones”) che esprimono con chiarezza il manifesto musicale dei Raiden. In tutto questo, è curioso che l’album si concluda con “Hearthquake”, una struggente ballad acustica che potrebbe essere benissimo il canto di saluto di un gruppo di marinai per un compagno morto.

Voto recensore
7
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2011

Tracklist:

 

01. In The Eye Of The Raiden
02. Motoramones
03. Mayday
04. Justerini And Brooks
05. Waiting For Death
06. Big Sow
07. True Love
08. The Jackal
09. Another Day In The Jail
10. Jolly Rocker
11. Dirty Rocker
12. Heartquake


Sito Web: http://www.myspace.com/jollyrogeraiden

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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