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Rage – Recensione: Spreading The Plague

Dopo il discreto successo di “Resurrection Day”, album della band uscito nel 2021, i Rage lanciano “Spreading The Plague” sotto etichetta Steamhammer/SPV il 30 settembre 2022, nell’attesa dell’ inizio del nuovo tour che vedrà protagonista la band, assieme ai  colleghi Brainstorm, fra ottobre e novembre in giro per l’Europa. La formazione comprende il cantante e bassista Peavy Wagner assieme a  Vassilos Maniatopoulos alla batteria e a Stefan Weber e Jean Borman, i nuovi chitarristi entrati a far parte della band nel 2020. Siamo di fronte a un EP che contiene sei  brani, di cui tre inediti provenienti dalle registrazioni che erano state originariamente fatte per l’album precedente, e tre bonus track. “To Live And To Die” è la prima traccia ed è anche il primo singolo estrapolato dall’ep. Un brano che sicuramente sà come solleticare il palato degli amanti dello speed metal, veloce e potente dalla ritmica granitica in pieno stile Rage, ma che contiene anche un ritornello dalla melodia orecchiabile.

Anche la terza traccia, “The King Has Lost His Crown”, appartiene allo stesso mood, i Rage sono ancora più rabbiosi e Peavy dà ancora piu sfogo alla sua voce ruvida che non si risparmia, mentre i chitarristi si fanno la guerra fra ritmiche pesanti e assoli efficaci. La title track invece ha un carattere decisamente più melodico rispetto ai brani già citati, con una linea vocale intenta a  raccontare una storia, supportata sempre e comunque dall’inarrestabile sezione ritmica. “A New Land” è la prima bonus track, una versione acustica del brano contenuto in “Resurrection Day”, di cui possiamo apprezzare il lato emozionale e delicato del testo, intriso di significato che si appoggia sugli arpeggi cristallini e sulle ritmiche semplici della chitarra acustica. Una versione molto minimal, che vede solo nell’ultima parte l’introduzione di un assolo di chitarra elettrica. Dopo questo momento acustico inaspettato, ritorniamo nell’atmosfera dei brani precedenti con la massiccia e aggressiva “The Price Of War 2.0.“, già contenuta nell’album “Black In Mind” del 1995 e riproposta con la nuova formazione nel 2020 in formato digitale, ma fino a ora non ancora inserita materialmente in un album.

In chiusura dell’ep troviamo la versione live di “Straight To Hell”, brano dell’album “Welcome To The Other Side” e proposto nella versione trasmessa nel 2020 direttamente dal Live From The Balve Cave Venue. L’intero brano si appoggia su un riff portante di chitarra accattivante ed elementare che fa in modo che il pezzo riesca a funzionare comunque, nonstante la sua potenza rispetto agli altri brani di questo ultimo lavoro sia visibilmente ridotta. Questo EP è stato creato a scopo promozionale per  il tour imminente, ma ci ha regalato un paio di sorprese inaspettate che fanno venir voglia di vedere come sarà il prossimo album full length della band.

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