Lycia – Recensione: Quiet Moments

Dopo uno iato durato ben dieci anni (ci sentiamo di escludere il poco incisivo “Fifth Sun”, uscito nel 2010 esclusivamente per il mercato multimediale), gli americani Lycia tornano sul mercato discografico con “Quiet Moments”, licenziato proprio nell’anno in cui cade il venticinquesimo anniversario di una band particolarmente influente per il panorama gotico a stelle e strisce. Come si può evincere dal titolo, il two-piece dell’Arizona propone un album particolarmente intimo e malinconico, una sorta di concept sulla natura esplorata nella bellezza dei suoi fenomeni ma anche nella loro caducità (basti notare quante volte ricorra il termine “Dead” nei titoli delle ultime canzoni). Ciò che notiamo fin da un primo ascolto è come il motore del gruppo sia rimasto a tutti gli effetti Mike VanPortfleet, vero mattatore del platter, con la moglie Tara Vanflower relegata al ruolo di semplice comparsa a prestare la sua voce (sempre splendida ed evocativa) sui brani “Spring Trees” e “Dead Leaves Fall”. “Quiet Moments” è un susseguirsi e un alternarsi di emozioni seguite da un sound in cui la band mostra la sua facciata più vicina all’elettronica d’essai, senza tuttavia rinunciare a un enorme carico di pensiero, malinconia e introspezione. Lo testimonia la titletrack, posta a cominciare le danze con ritmi mesti e riflessivi, su cui poggiano chitarre morbide e una voce grave. “Antarctica”, tra i vocoder e le chitarre filtrate, suggerisce l’impressione della maestosità dei ghiacci e la successiva “Greenland”, nel suo rigore, la segue a ruota. L’inverno lascia però spazio alla primavera in “Grand Rapids”, profonda ed onirica e nella già menzionata “Spring Trees”, pregiata dalla prova vocale di Tara. Citiamo ancora tra i più brani più rappresentativi l’ottima “The Winds Sings”, un episodio guidato da chitarre distorte e un’elettronica che si prodiga in beats dal sapore tribale. L’album scorre senza grossi cali di tensione, l’impostazione resta sempre lenta e sognante e conferma, senza grossi sussulti ma con indubbia qualità, tutte le caratteristiche che ci hanno fatto apprezzare questo gruppo.

Voto recensore
7
Etichetta: Projekt / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Quiet Moments

02.  The Visitor

03.  Antarctica

04.  Greenland

05.  Grand Rapids

06.  The Pier

07.  Spring Trees

08.  The Wind Sings

09.  Dead Leaves Fall


Sito Web: http://www.lyciummusic.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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