Psychedelic Witchcraft – Recensione: Magick Rites And Spells

A meno di un anno dalla promettente opera prima “The Vision”, i fiorentini Psychedelic Witchcraft tornano sul mercato discografico con “Magick Rites And Spells”. L’album, licenziato ancora da Soulseller Records, non è propriamente da considerarsi come il successore di “The Vision”, piuttosto una compilation che raccoglie alcuni pezzi che non hanno trovato posto sul primo full-length (due dei quali ri-registrati per l’occasione), due cover per intenditori e i brani originariamente apparsi sull’Ep di debutto “Black Magic Man”, oggi esaurito.

Una release consigliabile dunque ai fan della band questo “Magick Rites And Spells”, ma dal canto nostro vi consigliamo comunque di scoprire il gruppo toscano, un ensemble deliziosamente vintage e davvero valido nel rileggere i dettami del rock classico aggiungendovi un pizzico di occulto. Figli del blues e del doom d’annata, gli Psychedelic Witchcraft sono guidati dalla voce potente ed evocativa di Virginia Monti (aka Virgin Witch), la front woman ideatrice del progetto, dotata di un timbro caldo e personale.

“Come A Little Closer” è il singolo che apre le danze, un pezzo gradevolissimo interpretato al meglio da Virginia e che fa salire sugli scudi anche la sezione ritmica, dove il basso pulsante guida buona parte di una canzone catchy e dotata di un refrain intrigante. Piacevole la rilettura di “Godzilla” dei Blue Oyster Cult, mentre la seconda cover reinterpreta il gusto sixties di un brano meno noto, ovvero “The Dark Lord” di Sam Gopal, tratto dall’album “Escalator”, dove un “certo” Lemmy Kilmister suonò la chitarra e prestò la sua voce.

La altre inedite “Set Me Free” e “Wicked Dream” sono oscure, bluesy e ancora accattivanti nelle linee melodiche principali (molto buono il lavoro di Jacopo Fallai alla chitarra). Le due canzoni ribadiscono l’alchimia creata dal gruppo, che naturalmente non disdegna delle spruzzate di vecchia psichedelia, giusto per rendere il tutto un po’ più onirico. Si chiude con i quattro brani contenuti nell’Ep di esordio: l’intensa “Angela”, la ballad “Lying On Iron” (che presenta pure un tocco di southern gothic), “Black Magic Man” e “Slave On Grief”, due pezzi affilati e metallici ma pur sempre dotati di melodie ficcanti, benedette dallo spirito dei Black Sabbath che aleggia sornione.

“Magick Rites And Spells” sarà pure una release “di passaggio” e preludio all’effettivo secondo capitolo, ma la qualità è senz’altro buona. Chi non conosce ancora la band la scopra senza timori e si goda questo ritorno alla magia degli anni ’70.

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Voto recensore
S.V.
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Come A Little Closer (exclusive to this release) 02. Godzilla (Blue Öyster Cult cover, exclusive to this release) 03. Set Me Free (Re-recording, exclusive to this release) 04. Wicked Dream (Re-recording, exclusive to this release) 05. The Dark Lord (originally performed by Sam Gopal with Lemmy) 06. Angela (taken from the Black Magic Man EP) 07. Lying On Iron (taken from the Black Magic Man EP) 08. Black Magic Man (taken from the Black Magic Man EP) 09. Slave Of Grief (taken from the Black Magic Man EP)
Sito Web: https://www.facebook.com/PsychedelicWitchcraft

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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