Pig Destroyer – Recensione: Prowler In The Yard

Il secondo capitolo degli statunitensi Pig Destroyer per Relapse presenta dei connotati ben definiti: da una parte un geniaccio che si sta progressivamente tagliando a pezzi, dall’altra una furia (in)controllata che parte all’attacco, senza rinnegare nulla del passato contenuto nella raccolta d’esordio, e che si evolve. Già, grind che si evolve. In una forma mutante di hard core maledetto, post-quellochevoletevoi, insomma, un passo in avanti nella compressione, nelle variazioni ritmiche, nell’assoluta mancanza di mezze misure. Giunti alla metà del disco, lo spartiacque si rivela, feroce e alieno, prima di rivestire nuovamente i panni di ‘Hyperviolet’ assoluta costruzione in deraglio verso punti di non ritorno non meglio specificati. Contrappuntate alle schegge grind compresse al di sotto dei novanta secondi, le parti finali del disco diventano addirittura liquide forme-delirio di più ampio respiro, centrando il bersaglio di non annoiare sulla lunga distanza dei tre minuti di media. Chi ha potuto gioire di ’38 Counts Of Battery’ oggi si ritrova alle prese con ventidue tracce compresse, scritte in un minor lasso di tempo, che rivolgono l’attenzione a quanto Pig Destroyer significhi oggi e si presti a significare domani, con ottime probabilità di danni ingenti. Ottimo da sparare in cuffia per sedare i nemici, assolutamente, insieme ai compagni di merenda Nile, Botch e Dillinger Escape Plan. Con buona pace di tutti coloro che si ostinano beceramente a definire questa musica “metal-elite”.

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: Jennifer / Cheerleader Corpses / Scatology Homework / Trojan Whore / Ghost Of A Bullet / Heart And Crosbones / Strangled With A Halo / Intimate Slavery / Mapplethrope Grey / Evacuating Heaven / Tickets To The Car Crash / Naked Trees / Sheet Metal Girl / Preacher Crawling / Pornographic Memory / Murder Blossom / Body Scout / Snuff Film At Eleven / Hypervolet / Starbelly / Junkyard God / Piss Angel

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