Prong – Recensione: Prove You Wrong

I Prong sono state una delle band più creative e originali della loro generazione. A partire dagli albori hardcore di “Primitive Origins” la band ha cercato da subito un’evoluzione in grado di aprire canali nuovi d’interpretazione che l’hanno portata attraverso tappe importanti come il crudo “Force Fed” e il thrash-groove di “Beg To Differ” verso quello che sarà il loro capolavoro.

“Prove You Wrong” riesce infatti, primo nella sua specie, a trovar il modo di creare un crossover tra generi come il thrash, l’hardcore, l’industrial, etc. Sono questi gli albori dell’intero nu-metal e, come spesso, accade non saranno certo i Prong a raccoglierne i frutti dal punto di vista monetario o di fama, ma non di meno la loro importanza viene riconosciuta da critica e addetti i lavori.

Si inizia subito forte con “Irrelevant Thoughts” e chiunque abbia una certa familiarità con la musica degli anni ottanta si può accorgere di come lo stile messo a punto dai Prong funzioni da superamento dei confini tra i generi, riuscendo ad accorpare le ritmiche industriali, il riffing del thrash, le vocals stranianti del post-punk (come fatto anche dai Voivod ad esempio) e un andamento quasi funky nell’insieme che sa già in qualche modo di crossover.

Una direzione che apre mille possibili derivazioni che la band comincia a percorrere attraverso l’uso di groove ripetuti (“Uncoditional”, “Pointless”), ma anche tenendo ben presente la melodia (la title track o “Positevely Blind”) e i ritmi thrashy (“Brainwave”).

Detto oggi sembra poca roba, ma al momento dell’uscita di “Prove You Wrong” l’effetto era ben diverso. Anche perché va ricordato che la band non era un piccolo fenomeno indipendente con scarsa visibilità, ma godeva della promozione di una major come la Epic e di videoclip in rotazione (visibili di tanto in tanto pure sui canali italiani).

L’idea era buona insomma, come poi dimostreranno i successi del crossover/nu metal degli anni successivi, ma forse i Prong erano ancora troppo legati come suono ai “vecchi” ottanta e la generazione più giovane aveva bisogno di qualcosa di più heavy nella produzione per appassionarsi, mentre gli amanti del thrash/core li bollarono subito come traditori.

Una terra di nessuno che comunque ebbe (e ha) i suoi estimatori, ma che non riuscì mai a farsi accettare dal grosso del pubblico. Ma si sa che per certe cose serve anche un po’ di fortuna e se band come Static-X, Disturbed, Slipknot,etc hanno potuto fare la strada che hanno fatto, una parte del merito artistico va anche ai prime mover Prong. Non dimentichiamolo.

Etichetta: Epic

Anno: 1991

Tracklist:

01. Irrelevant Thoughts
02. Unconditional
03. Positively Blind
04. Prove You Wrong
05. Hell If I Could
06. Pointless
07. Contradictions
08. Torn Between
09. Brainwave
10. Territorial Rites
11. Get A Grip (On Yourself)
12. Shouldn't Have Bothered
13. No Way To Deny It


Sito Web: http://www.prongmusic.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Leggendario! Avevo consumato la cassettina…

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  2. luci di ferro

    BEG TO DIFFER 1990 😀 😀 😀 😀 😀 😀
    PROVE YOU WRONG 1991 😀 😀 😀 😀 😀 😀
    CLEANSING 1994 😀 😀 😀 😀 😀 😀

    TRE super Capolavori con la c maiuscola davanti, punto e basta!!!

    Reply

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