Meshuggah: Prova a prendermi – Intervista a Tomas Haake

Nuova follia partorita dal collettivo Meshuggah, che si spinge con questo ‘Catch 33‘ ancora più in là nella aggressiva follia ritmica che contraddistingue il loro suono. Facciamo quattro chiacchiere con il batterista Tomas Haake, che ci illustra cortesemente ma in maniera piuttosto distaccata e sintetica il loro percorso.

Allora, altro disco altro giro promozionale? Da dove chiami?

“Stiamo facendo le interviste telefoniche qui in Germania, alla sede della Nuclear Blast. Prima ne abbiamo fatte un po’ dal vivo ed è sicuramente molto meglio andare in giro un po’, piuttosto che starsene sempre qui fermi.”

‘Catch 33’ è decisamente un grande disco, che porta avanti il discorso intrapreso con i precedenti lavori. La prima volta che ho sentito ‘Nothing’, e per la verità ogni volta che lo sento, sono stato totalmente annichilito dalla vostra musica, è uno schiacciasassi che demolisce l’ascoltatore pezzo per pezzo con il suo incedere lento e inesorabile. Siete partiti da lì, ma avete integrato nuovi elementi, e questo nuovo album si presenta più eterogeneo, anche se forse proprio per questo ancora più terrorizzante.

“In realtà abbiamo cercato di fare qualcosa di completamente diverso. Abbiamo lasciato molti più spazi, e ci sono sensazioni molto diverse che animano i due lavori. ‘Catch 33’ è molto più focalizzato, visto che in pratica è un brano unico, anche se l’abbiamo diviso per comodità in diversi capitoli. In pratica voleva essere il lato opposto delle spettro rispetto a quello che abbiamo fatto nell’EP ‘I’, uscito l’anno scorso. ‘I’ è quasi un viaggio attraverso tutto quello che abbiamo attraversato come band, è veramente implacabile, ma non è dinamico come l’ultimo album. In ‘Catch 33’ ci sono anche molte parti parlate, e mi pare animato da sensazioni molto diverse.”

Come descriveresti la vostra evoluzione, da ‘Destroy, Erase, Emprove’ e ‘Nothing’ a ‘I’ a ‘Catch 33’?

“E’ molto difficile da dire. Abbiamo cercato di trovare una strada e di seguirla nel corso degli anni, e non è facile dire esattamente come mai siamo arrivati a questo punto, percorrendo quelle tappe, è impossibile da dire.”

La mia sensazione ascoltando ‘Catch 33’ è che l’evoluzione che avete compiuto, rispetto a ‘Nothing’, non sia così importante come quella fatta ogni volta tra i vostri album precedenti. Mi pare di vedere molti elementi in comune con quello che avete fatto nel passato, e se sicuramente dei passi in avanti sono stati fatti trovo che non siano stati enormi come quelli fatti in passato. Le aspettative su degli innovatori come voi sono sempre altissime, credi che sia possibile raggiungere nuovi territori oppure adesso si tratta solo di affinare ulteriormente il vostro suono?

“Probabilmente hai ragione. Credo che diventerà sempre più difficile fare dei gradini così alti ogni volta. Può darsi che ci riusciremo, e sicuramente ogni volta noi cerchiamo di evolvere il più possibile, ma non posso dire se riusciremo a portare il nostro suono ancora una volta su territori inesplorati.

In un certo senso siamo un gruppo di avanguardia, ma non ci interessa come la gente ci vuole etichettare, cerchiamo di fare il meglio che riusciamo.”

Odiate i vostri ascoltatori? Perchè riversate sempre su di loro una quantità di aggressività e di musica disturbante tale da annichilirli completamente.

“Ha ha ha, no ovviamente, anche se sicuramente la nostra musica risulta disturbante, e a volte può schiacciare chi ci ascolta. Cerchiamo di provocare sensazioni estreme, e di esplorare ritmiche e melodie che siano strane, e a volte noi stessi siamo spaventati da quello che produciamo! Non so cosa sia che ci spinge a scrivere queste cose, sicuramente siamo tutti persone molto simili e affini, e riusciamo benissimo a scambiarci le nostre idee e i nostri pensieri, per cui ci focalizziamo su quello che vogliamo fare con ogni lavoro, e questo ci spinge a mantenere un certo livello di qualità, perchè ci sproniamo tra di noi. Abbiamo ancora molte energia da mettere nella musica, e anche dopo tanti anni riusciamo ad attingere a questa fonte per creare un suono compatto e aggressivo, senza che noi siamo per nulla delle persone aggressive.”

A parte gli aspetti cupi e paurosi di quello che fate avete anche sempre avuto una attitudine divertente, come dimostrato ad esempio nella versione acustica di ‘Future Breed Machine’ o nel video di ‘New Millenium Cyanide Christ’. Quanto vi divertite a fare quello che fate?

“Moltissimo ovviamente, siamo persone fortunate a vivere della nostra passione più grande, la musica. Il pubblico può vedere sfaccettature diverse di qello che siamo nei diversi aspetti della nostra proposta, e anche se a volte abbiamo fatto cose poco serie nei video la musica è sempre stata molto seria. Sicuramente è giusto mostrare quello che siamo anche nella quotidianità, ossia delle persone normali che amano scherzare, e non solo la parte aggressiva e distorta che mettiamo nella nostra musica. Sicuramente arrivare a vivere della nostra musica era un nostro obiettivo, e siamo stati abbastanza bravi e fortunati da riuscirci.”

A livello di testi di cosa parla ‘Catch 33’?

“Il tema portante sono i paradossi e le contraddizioni, come si capisce anche dal titolo e dall’artwork.”

Questo dovrebbe essere il vostro ultimo album con la Nuclear Blast…

“Si, in effetti il nostro contratto è scaduto. Abbiamo ricevuto diverse offerte, tra cui una di prolungamento con la Nuclear Blast stessa, e stiamo valutando le diverse possibilità, al momento non c’è nulla di definito.”[Nel frattempo hanno effettivamente prolungato con la Nuclear Blast, quando si parla di contratti questi musicisti sono più sfuggenti dei calciatori!]

In ‘Catch 33′ avete utilizzato una drum machine. E’ una scelta originale visto il vostro genere di musica, come ti sei trovato? Il risultato è ottimo, indistinguibile da una batteria vera. Pensi che avrai problemi a riproporre dal vivo?

“Sono molto soddisfatto in effetti, e registrare in questo modo ci ha fatto risparmiare moltissimo tempo e denaro. E visto che questo non è un tipico album dei Meshuggah, ma una specie di esperimento, anche questa novità credo che porti sensazioni differenti al nostro suono. In realtà non intenderemmo suonare dal vivo ‘Catch 33’, non è stato scritto per essere suonato sul palco. Comunque la batteria sicuramente non è la cosa più difficile, ci sono moltissimi passaggi di chitarra che sono assurdi e probabilmente sarebbe quella la difficoltà maggiore. In effetti non so dirti, perché non ci siamo ancora messi in sala prove, abbiamo solo fatto le registrazioni per l’album, non abbiamo ma suonato tutti insieme per cui non sappiamo come funzionerà. Vedremo!”

Ah, quindi niente ‘Catch 33’ dal vivo?

“E’ totalmente sperimentale, e non faremo mai l’album intero, sicuramente. Forse presenteremo qualche estratto, sei o sette minuti… A parte questo sarà un mix di ‘Nothing’, ‘Chaosphere’, ‘Destroy Erase Emprove’ e probabilmente anche ‘None’.”

MESHUGGAH: ‘Catch 33’ – Recensione

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