Pro-Pain – Recensione: Prophets Of Doom

Tornano i Pro-Pain dopo un disco fiacco di cover ed un disco fiacco, e basta. Tornano e migliorano sensibilmente la proposta, anche se rinunciano a provare a fornire un qualsiasi barlume di novità. Il marchio di fabbrica continua ad essere rappresentato da quel thrash che furoreggiò (il passato remoto è d’obbligo) nei ’90. Adesso si chiama metalcore, o hardcore-metal per gli stilnovisti, ma il concetto rimane lo stesso: riffing della Bay-Area, aggressività hardcore e tanto sudore. Questo i Pro-Pain lo fanno da anni e sembrano avere tutta l’intenzione di continuare a farlo per molto altro tempo.

In questo caso la band statunitense punta più sul groove che non sulla velocità, confezionando una serie di pezzi da “scapoccio” decisamente godibili, e basta dare una rapida occhiata ai titoli per capire con chi se la siano presi nel comporre i testi. Buona anche la produzione, che punta sui toni bassi alla ricerca della pesantezza sonora, tipica della band. Se cercate un qualche barlume di evoluzione della musica dei Pro-Pain, qui non ne troverete. Se vi accontentate, sarete ben accolti.

Voto recensore
6
Etichetta: Continental / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Neocon
02. Un-American
03. Hate Marches On
04. One World Ain't Enough
05. Getting Over
06. Operation Blood For Oil
07. Torn
08. Death Toll Rises
09. The Prisoner
10. Days Of Shame

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