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Projected – Recensione: Ignite My Insanity

Devo ammettere di non aver avuto modo di ascoltare il debutto dei Projected intitolato “Human” del 2012 di conseguenza la mia conoscenza di questo supergruppo alternative metal è limitata e “nuova”.

La band è formata da membri di Sevendust, Alter Bridge e Tremonti, che si conoscevano per la lunga frequentazione della scena post grunge/alternative americana e per aver condiviso tour assieme (soprattutto all’epoca dei Creed) hanno deciso, per puro divertimento, di unire le proprie forze continuando a suonare il genere a loro più consono e sapendo che probabilmente non avrebbero mai potuto intraprendere un’attività live viste le committenze delle rispettive band.

Innanzitutto colpisce la lunghezza spropositata di questo lavoro: doppio album, quasi 1h30 di durata per 21 brani… il risultato è che purtroppo si esce dall’ascolto spossati anche perché le canzoni non differiscono molto l’una dall’altra.

I pezzi hanno invero interessanti parti vocali opera di un convincente John Connolly; segnaliamo in particolare  “Below”, “Rectify” (co-scritta da Mark Tremonti), “10 Years Gone” mentre musicalmente non viene aggiunto nulla che non si sia già sentito da band come Stone Sour, Sixx:A.M. e Foo Fighters oltre che dalle band di provenienza.

Il drumming di Scott Phillips dona sempre il groove necessario ai pezzi (“Gomorrah” ad esempio ha davvero una bella struttura ritmica nonché un ottimo assolo di Eric Friedman) ma mentre si prosegue nella scaletta comincia a riproporsi in loop la formula delle prime tracce facendo inevitabilmente subentrare la noia; “Call Me The Devil” prova ad introdurre sfumature di stoner o addirittura sludge ma lo spartito non cambia fino alla conclusiva “Battlestations”, pezzo molto diretto anche se non particolarmente violento.

“Ignite My Insanity” avrebbe dovuto davvero essere più conciso per cercare di far emergere un appeal commerciale maggiore e ce lo saremmo aspettato da musicisti navigati come quelli coinvolti in questo “progetto”; il risultato finale ovviamente non è da buttare ma neanche da incensare semplicemente basandoci su chi ha contribuito all’album.

 

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