Abyss Of Pain – Recensione: Professing Through Terror

Che gran sorpresa! Dopo l’esaltante debutto dei Kadavar, il death metal italiano torna in prima linea con gli Abyss of Pain, friulani, al debutto dopo un demo del 2007. “Professing Through Terror” è veramente un gran album di death metal a 360°. Senza spostarsi troppo dalle coordinate classiche del genere, gli Abyss of Pain prendono in egual misura brutalità e l’iper tecnicità americana e una giusta dose di melodia nordica. Ma attenti, non aspettatevi clean vocals pacchiane o scontati break down melodici melensi e senza gusto: qui la melodia è totalmente al servizio della canzone, restando sempre confinata al proprio posto, emergendo soprattutto nel riffing vario e corposo di Gimmi Piccin. Un adeguato retrogusto thrash completa l’opera che, senza innovare, emerge per un songwriting decisamente ispirato e particolarmente variegato. Il grande pregio di “Professing through Terror” è di non essere banale ma nemmeno troppo elaborato o cervellotico da sfociare nell’iper tecnicismo: sostanzialmente un disco immediato ma interessante e ben levigato. Nonostante tutto la band picchia duro dal primo all’ultimo minuto, concedendosi pochi rallentamenti ben calibrati. Brani come “Death Will Rise Again” o la schiacciasassi “No Mercy For You” sono dei picchi notevoli che dal vivo potrebbero mettere seriamente in pericolo il pubblico. Da segnalare anche la prova vocale di Alessandro “Bibi” Molaro, un bel growl potente ma con un approccio quasi recitativo.

La prima prova è ottima, ora teniamoli d’occhio.

Voto recensore
8
Etichetta: Crash & Burn / Masterpiece

Anno: 2010

Tracklist:

01. Forever in Hell
02. Son of Darkness
03. Your Dying Body
04. Death will rise again
05. Can’t Hate you no More
06. No Mercy For You
07. My Suffer
08. K’atun II
09. Dead Finally Alive
10. Dirty Bitch


Sito Web: http://www.myspace.com/abyssofpain06

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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