Secrets Of The Moon – Recensione: Privilegivm

C’erano grandi aspettative per “Privilegivm” dopo il buon “Antithesis”, i Secret of the Moon però hanno decisamente fatto un bel buco nell’acqua. La ricerca sonora partita dal black metal degli esordi non si è fermata e continua inesorabile anche in questo album che però manca il bersaglio in pieno. “Sulphur” potrebbe essere l’emblema di “Privilegivm”: un metal lento e molto doomy, con chitarre rubate qui e li dai vari Xasthur e Leviathan, ma con una produzione molto nitida, lontana dal sound delle due band appena citate, una tempistica lenta ma molto marziale, ma il tutto dannatamente troppo prolisso. Il problema di questo lavoro è la noia dovuta a brani troppo dilatati e troppo poco coinvolgenti. Sicuramente ci vogliono più ascolti per comprendere a fondo certi passaggi dell’album, ma il vero problema è concludere l’ascolto stesso dei brani senza essere tentati di saltare la traccia. Quasi un’ora e 10 di post-black metal sperimentale, che prende spunto dagli ultimi Satyricon rockeggianti in “I Maldoror” (diciamo pure che ne fanno una discreta brutta copia), per poi buttarsi nei 13 minuti (!!!) di “Harvest”, lo scoglio più difficile da affrontare dei brani, con una prima parte più sperimentale ed alternative che si trasforma in un black metal molto poco incisivo e decisamente scarico. Il finale viene affidato a “Shepherd” che ricalca in pieno una certa “Planet Caravan”, sfiorando il plagio. Una totale delusione insomma; è veramente difficile affrontare l’album nella sua interezza, troppo lunghe le tracce per poche idee (nessuna geniale) e nel complesso un sound eccessivamente omogeneo. Meglio rivolgersi ad album ben più validi ed estrosi come l’ultimo Solstafir con cui “Privilegivm” non regge minimamente il confronto.

Voto recensore
5
Etichetta: Prophecy Records

Anno: 2009

Tracklist: 01. Privilegivm
02. Sulphur
03. Black Halo
04. I Maldoror
05. Harvest
06. For the Know Not
07. Queen Among Rats
08. Descent
09. Shepherd

Sito Web: http://www.myspace.com/secretsofthemoon

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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