Burning Black – Recensione: Prisoners Of Steel

NWOBHM. Si potrebbe già chiudere così questa recensione del primo full-length dei trevigiani Burning Black. “Prisoners of steel” infatti racchiude tutto quello che l’Heavy Metal classico ha prodotto da 30 anni a questa parte. Già da un art work ben curato si capisce che i ragazzi ci sanno fare, ma qui è la musica, quella vera e senza fronzoli a parlare. S’inizia con “Hell is Now”, sicura hit da concerto, dal riff roccioso e dal coro che ricorda molto i Judas Priest di “Screaming for Vengeance”. I pezzi poi si susseguono come una macina, tra una sezione ritmica compatta e una voce che ricorda a tratti Mr. Metal God, purtroppo senza mai raggiungerlo (beh effettivamente sarebbe stato un po’ difficile). Tra le varie “Angel of War”, “Angry Machine…of Love” e “Smell the Fire” troviamo aperture melodiche e cori da metal made in Germany che ricordano gli Accept di Udo e i Saxon più cattivi. Si arriva poi all’immancabile power ballad “No more Heroes” che però non delude e anzi si risolve in un ritornello abbastanza originale e piacevole. L’assalto riprende subito dalla settima traccia fino alla fine con la sola tregua di un intermezzo strumentale, a dire la verità abbastanza inutile. Si nota comunque un leggero calo dalla metà del disco in poi, ma non ci troviamo di certo in presenza di filler inutili. Un plauso va sicuramente fatto a Marco Maffeis che riesce a creare degli assoli e delle linee melodiche veramente buone e curate. Forse un po’ più d’impegno nella stesura delle lyrics avrebbe reso l’Lp più interessante; titoli come “Heavy Metal” o “Angel of War” non lasciano molto all’immaginazione. Non troverete qui grandi novità o originalità a palate, ma è un disco che piace, non annoia, con una produzione quasi cristallina curata da Tony Fontò (White Skull) e un’eccellente performance dei musicisti. Non c’è dubbio che ci siano margini di miglioramento, ma soprattutto dal vivo il combo trevigiano saprà far uscire con le ossa rotte più di qualcuno!

Voto recensore
7
Etichetta: Sweet Poison Records Self

Anno: 2008

Tracklist:

01. Hell is Now

02. Angel of War

03. Angry Machine...of Love

04. Smell the Fire

05. Fight to Dream

06. No More Heroes

07. Heavy Metal

08. Life Passengers

09. Without Waiting…

10. …Without Fear

11. Prisoners of Steel


tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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