Praying Mantis – Recensione: Legacy

Sono una band dalla resistenza infinita i Praying Mantis. Sei anni sono passati dal precedente “Sanctuary” e il gruppo ha dovuto affrontare non solo le classiche difficoltà del mercato contemporaneo, ma anche l’ennesimo cambio di line-up, con l’ingresso di due nuovi elementi nel ruolo di cantante (Jaycee Cuijpers) e batterista (Hans in’t Zandt ).

A conferma però che non tutto il male viene per nuocere il tempo passato e i nuovi innesti sembrano aver favorito la ricarica, per restituirci oggi una band che appare rinata. Non che le ultime uscite fossero pessime (neanche eccezionali a dire il vero), ma già dalla prestazione offerta al recente Frontiers Festival i Praying Mantis lasciavano l’impressione di una formazione forte come non mai e l’ascolto del disco fuga ogni dubbio: se “Legacy” non è infatti il miglior prodotto dell’intera storia del gruppo, poco ci manca.

Il mix di immediatezza rock e raffinata melodia messo in atto con “Fight For Your Honor”, “The One” e “Believable” colpisce dritto al cuore, come solo l’hard rock melodico più ispirato è in grado di fare. Ci si ritrova a cantare le canzoni anche a stereo spento ed è forse il miglior complimento che si possa a fare a composizioni così costruite.

Le note più soffuse di “Tokyo” ci consegnano poi una vera gemma di melodic rock dal gusto retrò, forte di un’atmosfera solenne e malinconica che si apre in un coro liberatorio capace di regalare vere emozioni.

Con un inizio così era forse fisiologico un piccolo calo, ed in effetti la successive “Better Man” e “All I See” sono sicuramente buone canzoni, ma di minor presa rispetto a quanti sentito fino ad ora.

Già però dalla seguente “Eyes Of A Child” il livello di interpretazione ricomincia a salire e la forza drammatica di questo brano, giostrato su vocals crude e tastiere vicine al new prog, è rimarchevole. Molto ben riuscita anche “Against The World”: canzone dall’incedere epico e battagliero che proprio per questo si ricollega idealmente all’opener “Fight For Your Honor”.

Il bello di questo disco è però che nonostante tutte le song possano essere incluse nel macrocosmo del melodic hard rock, riescono comunque a distinguersi per tonalità, intenzione ed esecuzione. Un’ulteriore conferma arriva da “The Runner”; brano ritmato e trascinante che recupera in parte una matrice heavy metal nell’uso di certi guitars licks (ma rimanendo comunque molto melodico nella resa d’insieme). Così come il finale di “Second Time Around”, caratterizzata da un ritmo incalzante e da una tastiera insistita che ricordano da vicino il power melodico di derivazione Rainbow/Malmsteen.

Da sottolineare anche la resa ottimale della produzione, sufficientemente corposa e compressa da far risaltare il peso delle ritmiche, ma anche cristallina nell’insieme chiattarra/tastiera/voce, capaci così di valorizzare al meglio il gusto melodico presente nelle composizioni. Un ritorno di gran livello, che non deluderà i fan della band e più in generale gli appassionati del hard melodico di vecchia scuola.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Fight For Your Honour
02. The One
03. Believable
04. Tokyo
05. Better Man
06. All I See
07. Eyes Of A Child
08. The Runner
09. Against The World
10. Fallen Angel
11. Second Time Around


Sito Web: https://www.facebook.com/PrayingMantisUKRockMetal?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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