Praying Mantis – Recensione: Defiance

Formati nel 1973 come Junction, i Praying Mantis celebrano con l’uscita di “Defiance” una gloriosa carriera di cinquant’anni, che li ha visti non solo pubblicare tredici album in studio e tre live, ma anche mantenere viva una fede – quella della NWOBHM di cui sono stati alfieri – con straordinari vigore e coerenza. Basta uno sguardo ai termini entusiastici con i quali recensimmo il loro ultimo lavoro per cogliere lo spessore di una carriera che avrà anche conosciuto alti e bassi, come tutte le cose autentiche e degne della vita, ma che di fatto ci riconsegna il quintetto fronteggiato da John Cuijpers e sostenuto dai fratelli Tino e Chris Troy (chitarra e basso, rispettivamente) in uno stato che si intuisce “di forma” ancor prima di aver ascoltato una singola nota. Vuoi per l’importanza della ricorrenza, vuoi per quanto realizzato in passato, vuoi per la potente copertina dai toni gigeriani o ancora per la fiducia che la stessa Frontiers sembra riporre nell’album, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un ennesimo lavoro ben fatto, all’ombra di quel hard melodico in salsa british e senza fronzoli al quale sono in tanti ad essere ancora grati ed affezionati.

Con una formazione completata dal secondo chitarrista Andy Burgess e dal batterista Hans in’t Zandt, i Praying Mantis – dei quali io stesso avevo favorevolmente recensito “Keep It Alive!” – si presentano con una “From The Start” nella quale spiccano soprattutto i suoni, particolarmente morbidi ed “analogici”: una produzione estremamente semplice ed ordinata che, paradossalmente ed in contrasto con l’immagine di copertina, esalta il carattere autentico di questo disco e lo colloca all’interno di una discografia così estesa. Del brano in se’ si può dire che esso si pone nei solchi della tradizione, con una bella interpretazione di Cuijpers, un drumming brillante e dei cori che rendono il quadro di questo heavy ancora più morbido. Questa impostazione, votata a portare in primo piano gli elementi essenziali, verrà mantenuta lungo tutti i quarantasei minuti e quarantasei secondi della tracklist: ci si deve fare un po’ l’abitudine, a questa totale assenza di ricercatezza, ma è concentrandosi sulla delicatezza di un assolo (“Defiance”) o su una vibrante partitura di basso (“One Heart”), spogliandosi del francescano superfluo e della necessità di criticare tutto a tutti i costi, che i Praying Mantis regaleranno le soddisfazioni più durevoli: “Defiance” diventa allora un viaggio – anche affascinante – con uno sguardo volto più al passato che al futuro, più figlio della sua storia che dell’attuale contesto, in parte autocelebrativo ma non al punto da comprometterne l’onestà e la freschezza melodica (“Feelin’ Lucky” e soprattutto la sbarazzina “Standing Tall”). Gli episodi nei quali il coinvolgimento è più alto sono quelli a risentire meno di un’impostazione così semplice, perché tutta l’attenzione viene catturata dall’andamento melodico: è il caso ad esempio di una bella ballad (“Forever In My Heart”), della conclusiva “Let’s See” o di un’inattesa parentesi strumentale (“Nightswim”), momenti nei quali la critica cede il passo alla volontà di lasciarsi andare alle note e dimenticare il resto, accolti da una band con il pilota automatico alla quale sai di poterti – come dire – affidare.

Perfetto per un ascolto che sia il più fisico e rilassato possibile (l’edizione in vinile rosso appare il medium più adatto al completamento dell’esperienza), “Defiance” è un prodotto melodico e senz’altro ruspante, diretto ed accomodante, che incarna alla perfezione i valori della NWOBHM orgoglioso delle sue radici seventies (“I Surrender”) e del percorso che lo ha fatto venire alla luce. Non particolarmente heavy, esponente a tratti di un riff basico, disimpegnato ed in fondo prevedibile (“Never Can Say Goodbye”), magari anche tecnicamente sottotono per un’uscita alla quale toccava l’onere di celebrare un anniversario tanto importante, questo nuovo e compassato lavoro (“Give It Up”) della formazione inglese non farà nuovi prigionieri né alimenterà nuove e vigorose tensioni… ma regalerà allo zoccolo duro un intrattenimento verace, coerente e realizzato con il rigore e la professionalità di sempre. Niente di particolarmente flashy da segnalare agli amici o condividere sui social, insomma, ma per gli amanti della nuda e privata sostanza siamo (quasi) al top.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2024

Tracklist: 01. From The Start 02. Defiance 03. Feelin' Lucky 04. I Surrender 05. Forever In My Heart 06. Never Can Say Goodbye 07. One Heart 08. Give It Up 09. Nightswim 10. Standing Tall 11. Let’s See
Sito Web: facebook.com/PrayingMantisUKRockMetal

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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