Shakra – Recensione: Power Ride

Nuovo disco per gli svizzeri Shakra che tornano sul mercato con il loro hard roccioso e diretto. ‘Power Ride’ è un disco essenziale e senza pretese: chitarre sintonizzate su riff ultraclassici, produzione potente e ritmi sostenuti. Un taglio tipico dell’hard ottantiano, che negli anni novanta è stato fin troppo trascurato, probabilmente per una sorta di nausea da indigestione. Se da un lato fa quindi piacere incontrare di tanto in tanto formazioni dedite a tali sonorità, è altresì innegabile che l’eccessiva omogeneità dei brani e la preventivabile mancanza di un qualsiasi spunto originale finiscano con il portare ad un calo dell’attenzione. Difetti a parte è comunque giusto segnalare che il lavoro si presenta come ben eseguito e confezionato e difficilmente non piacerà agli affezionati del genere. E’ quindi a loro che mi sento di consigliare l’acquisto, per gli altri forse è meglio non rischiare.

Voto recensore
6
Etichetta: Point/Frontiers

Anno: 2001

Tracklist: Power Ride
Why Don’t You Call Me
Watching You
The Sun Will Shine
In Your Eyes
Get It all Out
A Dollar Too Much
She’s My pride
Tell Me
The Way Back home
Too Close
Take My Hand

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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