Porcupine Tree: Live Report della data di Assago (MI)

La professionalità di Steven Wilson, sia in studio che in sede live è cosa risaputa ed io, nella fattispecie, non ero nuovo a questo tipo d’esperienza avendo assistito a quasi 20 concerti, tra le sue formazioni soliste e proprio i Porcupine Tree che stanno celebrando il ritorno sulle scene, prima tramite il convincente “Closure/Continuation” e poi con questo tour mondiale che fa tappa in Italia nientemeno che al Mediolanum Forum appena fuori Milano.

Dopo dodici anni di separazione ritroviamo i Porcupine Tree orfani di Colin Edwin (ora stabilmente negli O.R.K) ma con un seguito mai avuto prima, confermato dai piazzamenti nelle classifiche di gradimento nonché nel riempimento di location con capienza mai avuta prima (e il Forum è quasi completamente sold out)… era quindi prevedible che stessimo per assistere ad un vero e proprio evento come poi si è rivelato.

Nessun gruppo di supporto, divieto di fare foto e filmati (imposizione peraltro facilmente aggirabile al buio) e ben 3 ore di concerto (con una pausa tra i 2 set di cui era composto) sono il contesto in cui Wilson e i ritrovati compagni d’avventura Gavin Harrison e Richard Barbieri hanno mandato in un’estasi euforica il pubblico italiano, in quella che è la più grande produzione che gli inglesi abbiano mai avuto, con suoni e luci inimmaginabili ai tempi dei concerti in piccoli club a cavallo tra anni ’90 e primi 2000 ed una scaletta che si è dimostrata un vero e proprio best of (anche se il die hard fan avrebbe forse preferito scelte più di nicchia) incentrato quasi completamente sull’ultimo album, sul più grande successo commerciale “In Absentia” e su “Fear Of A Blank Planet”.

A sorpresa si parte, in perfetto orario, con “Blackest Eyes” che presenta al pubblico anche i touring member Randy McStine (polistrumentista che è la copia perfetta di John Wesley) e Nate Navarro il cui groove eccessivamente potente sarà forse l’unico tassello fuori posto di uno spettacolo che ha rasentato la perfezione. Abbastanza inutile passare in rassegna la lunga setlist visto quanto è stata infarcita di classici mentre c’era curiosità nel valutare i nuovi pezzi e dobbiamo riconoscere che la dimensione live ha reso loro più giustizia… mi riferisco in particolare all’articolata “Chimera’s Wreck” che ha chiuso il primo set o anche il singolo “Herd Culling”; si poteva invece immaginare il tiro che avrebbero avuto “Harridan” e “Rats Return” che è stato confermato a fianco dei momenti pù raccolti rappresentati da “Of The New Day” e “Dignity”.

Steven Wilson è parso molto coinvolto dall’elettricità che serpeggiava nel Forum e non ha fatto mancare alcune delle sue introduzioni imbevute di umorismo inglese ma senza perdersi in eccessivi fronzoli; il fatto di aver fatto alzare in piedi la sterminata platea seduta sulle poltroncine fronte palco dice molto sul livello di interazione che la band ha voluto creare col pubblico e ciò ha contribuito alla piena riuscita della serata. A titolo personale non posso non segnalare alcuni dei momenti che più mi hanno colpito del concerto: la già citata “Blackest Eyes”, “Drown With Me” pezzo che ancora reclama a gran voce il suo diritto ad essere inclusa nella scaletta ufficiale di “In Absentia”, l’accoppiata “Fear Of A Blank Planet”/“Buying New Soul” ad inizio secondo set, il trattato di composizione (e batteria) “Anesthetize”, la potenza ipnotica di “Sleep Together” ed il saliscendi emotivo dei bis con “Collapse The Light Into Earth” (solo piano e voce Wilson/Barbieri), “Halo” (unico estratto dello splendido “Deadwing”) e il pezzo forse più apprezzato in assoluto dal pubblico del repertorio Porcupine Tree, “Trains”.

Per tornare all’incipit, tutto quanto ci si aspettasse da questo spettacolo è stato ampiamente confermato e anzi superato; il classico concerto che ti riconcilia con la musica grazie ad una sapienza artistica di livello superiore, uno spettacolo apprezzabile sia dai fan del rock progressivo, che delle contaminazioni elettroniche fino ad arrivare alla prorompente carica metal. Insomma uno show che riecheggerà per molto tempo negli occhi e nelle orecchie di chi ha potuto partecipare e che si candida come uno degli eventi top di questo 2022.

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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