Polaris – Recensione: “Fatalism”

Gli australiani Polaris in breve tempo si sono conquistati la nomea di promessa del metalcore grazie a una serie di album sempre al top nel genere. Il tutto è stato sempre stato orchestrato dalla straordinaria invettiva di Ryan che, da semplice youtuber, si è trasformato nella chitarra principale dei Polaris nel 2013.
Ryan che, come tanti altri più blasonati nomi della musica, ha sofferto di depressione, contro la quale ha combattuto fino al 19 giugno 2023, quando ci ha lasciati a soli venticinque anni. Difficile di conseguenza approcciarsi a “Fatalism” come il classico nuovo album dei Polaris, ma piuttosto come ultimo lascito di un ragazzo di una fantasia incredibile, con l’animo affranto. 

Le canzoni sono sempre caratterizzate da riff super elaborati per il genere, inanellati da costanti break-down da pogo con seguente bridge melodico. Ritornelli puliti che ti catturano e ti fanno immergere totalmente nelle sonorità violente ed allo stesso tempo varie e mai scontate. Altri brani invece virano verso tonalità più hardcore come per “Parasites”, con caratteristiche groove di prim’ordine, roba che dal vivo partono pugni in faccia al prossimo. Non mancano poi episodi molto più quieti e introspettivi, come “Overflow”, che dal testo sembra proprio il testamento musicale di Ryan (un po’ come per “One More Light” per Chester Bennington). 

Strumentalmente parlando, si evince proprio che stiamo ascoltando i Polaris, in quanto durante tutti questi anni la band è riuscita a creare un sound personale e riconoscibile, con chitarre molto energiche, batteria avvolgente e una struttura pressoché identica, ma sorrette integralmente dalla fantasia smisurata del chitarrista. Esempio lampante è “With Regards”: intro, strofa, ritornello, strofa, break-down e ritornello. Semplice, d’impatto, personale e immersivo in ogni suo momento, tanto da farti cantare sin dal primo ascolto. 

Nel mondo super inflazionato del -core, band come i Polaris sono una manna dal cielo, perché dimostrano come la fantasia sia l’ingrediente principale per poter dare alla luce qualcosa di straordinario. Il mix in studio può correggere i tuoi errori, ma non può scrivere per te le canzoni. 

In definitiva è sicuramente il disco metalcore finora meglio riuscito dell’anno e sono dell’idea che lo sarà fino a dicembre. Per il resto vedremo le prossime mosse dei Polaris, per capire in qualche direzione vorranno dirigersi; è probabile che uno shock simile possa tramutarsi in un cambio di rotta totale. Chissà; per ora “Fatalism” è davvero un album fenomenale. 


Che la terra ti sia lieve Ryan.

Etichetta: SharpTone Records

Anno: 2023

Tracklist: 01. Harbinger 02. Nightmare 03. Parasites 04. Overflow 05. With Regards 06. Inhumane 07. The Crossfire 08. Dissipate 09. Aftertouch 10. Fault Line 11. All In Vain
Sito Web: polarisaus.com.au

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