Sieges Even – Recensione: Playgrounds

A pressoché totale conferma di quanto dicevamo in occasione della recensione del recente live DVD degli Spock’s Beard ecco giungere il primo live degli storici techno-rockers Sieges Even come contrappunto negativo del prodotto degli americani; “Playgrounds” infatti esce purtroppo solo nella versione CD, andando un po’ contro alle logiche di mercato attuali e soprattutto presentando una scaletta poco rappresentativa della carriera dei nostri (ribadiamo che questo è il primo live ufficiale della band tedesca). I pezzi sono, come logico, estratti dai due ultimi lavori della band (quelli che hanno segnato il loro rientro tramite Inside Out con il nuovo singer Arno Menses) “Paramount” e “The Art Of Navigating By The Stars” e da quel “A Sense Of Change” legato ad essi stilisticamente (anche se lontano cronologicamente): a parte una versione “velocizzata” del classico “The Waking Hours” i restanti pezzi sono riprodotti troppo fedelmente agli originali, situazione che fa apprezzare il lato tecnico dell’esibizione (soprattutto dei fratelli Holzwarth) ma che azzera il feeling tra palco e pubblico…e poi perché rilegare nel dimenticatoio le composizioni contenute in due lavori splendidi come “Sophisticated” ed “Uneven” solo per attriti di line-up ormai passati? Misteri che spesso circondano anche le band più valide…ma che in questo caso ci fanno “bocciare” i Sieges Even senza appello: un album superfluo!!!

Voto recensore
5
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. When Alpha And Omega Collide
02. Tidal
03. Unbreakable
04. The Waking Hours
05. Iconic
06. These Empty Places
07. Duende
08. Paramount
09. The Lonely Views Of Condors
10. The Weight

Sito Web: http://www.myspace.com/siegeseven

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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