Glyder – Recensione: Playground For Life

I Glyder abbiamo potuto conoscerli all’ultima edizione del Gods Of Metal: in una giornata dedicata all’hard rock di stampo classico, la band si trovava perfettamente a proprio agio, pur con una proposta per niente originale. Un sound che si fonda palesemente su quello degli albori del genere, tornando indietro fino agli anni ’70. Fra i numi tutelari, uno su tutti: i connazionali Thin Lizzy, dal modo di cantare di Tony Cullen (anche bassista, sarà un caso?) ai giri di chitarra di Bat e Pete Fisher. In questo modo, giocando in casa, la band costruisce un album (il secondo) piuttosto solido, ma colpevolmente privo di quel qualcosa che gli consentirebbe di giustificare la propria raison d’etre a prescindere da una riproposizione del passato.

Va detto pure che, quando cercano di allontanarsi dalla strada principale i Glyder rischiano di perdersi: non del tutto riuscite, infatti, alcune divagazioni, come l’incedere quasi ska di "Puppet Queen", mentre al contrario "funzionano" bene gli umori oscuri della title track, che del resto poi esplode in un chorus perfettamente tradizionale. La somiglianza con i Thin Lizzy diventa impressionante in "Dark Meets Light", mentre merita una menzione speciale la suggestiva ballad "The Merrygoround", che chiude l’album.

Un lavoro non disprezzabile, ma derivativo, di sostanza, ma carente di personalità. Sufficiente, ma non in linea con gli ottimi standard cui ci ha abituati la Bad Reputation.

Voto recensore
6
Etichetta: Bad Reputation/Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: 01. Gamblers Blues
02. Sweets
03. Puppet Queen
04. Playground For Life
05. For Your Skin
06. Walking My Own Ground
07. Dark Meets Light
08. Sleeping Gun
09. Over And Over
10. The Merrygoround

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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