Adema – Recensione: Planets

Prova del fuoco per gli Adema: il terzo album degli americani, ‘Planets’, coincide infatti con due grandi cambiamenti.

Da una parte il passagio dal mondo delle major a quello della Earache e dall’altro il cambio dietro al microfono di Marky Chavez, sostituito dal nuovo arrivato Luke Caraccioli: un tentativo di rilanciarsi e giocare il tutto per tutto che riesce però solo a metà. Musicalmente gli Adema si inquadrano dalle parti di un rock americano “robusto” che vede la band muoversi, complice anche il nuovo cantante, su territori che richiamano in primis Tool e soprattutto A Perfect Circle, richiamando poi nei momenti più pop qualcosa ad esempio degli Hoobastank: una miscela che in molto casi produce risultati ben più che apprezzabili, soprattutto nei momenti più d’atmosfera (‘Barricades In Time’ e la title-track, nonchè nella ballad ‘Rise Above’), man non mancano episodi più ritmati e riusciti come l’opener ‘Shoot The Arrows’ o ‘Vikraphone’. C’è da dire però che il disco, al di là di alcuni picchi decisamente sopra la media, finisce alla lunga per pagare una tracklist decisamente appesantita con il risultato di disperdere le più che buone idee contenute in molti brani: sicuramente avrebbe giocato meglio una scaletta più snella e con qualche filler di meno.

Il risultato finale è sì buono, ma resta e resterà purtroppo un’impressione da eterne “seconde scelte”.

Voto recensore
7
Etichetta: Earache/Self

Anno: 2005

Tracklist:

01.Shoot The Arrows

02.Barricades In Time

03.Tornado

04.Sevenfold

05.Planets

06.Enter The Cage

07.Remember

08.Chel

09.Until Now

10.Rise Above

11.Better Living Through Chemistry

12.Wide Eyes Open

13.Vikraphone

14.Estrellas


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