Pierce The Veil – Recensione: The Jaws Of Life

Sono passati 7 anni da “Misadventures”, più di 10 dalla consacrazione dei Pierce The Veil con “Collide With The Sky”. Finalmente, il quartetto di San Diego torna sulle scene con un nuovo full-length. Un ritorno che personalmente aspettavo con ansia ed ho accolto con un grandissimo sorriso. Al loro apice, i PTV erano una vera e propria istituzione per la scena emo dei primi anni 2010. Ma, al contrario di molti altri gruppi figli della stessa concezione, la musica dei quattro è invecchiata sorprendentemente bene. C’è sempre stato metodo scrupoloso dietro a tutto quello che hanno prodotto, mai scontati e sempre disposti a prendersi un rischio o due. Il sopracitato “Collide With The Sky” l’ho personalmente consumato. Hanno saputo aggiungere quella graffiante cattiveria e velocità dello skate punk SoCal alle melodie smielate e le liriche toccanti della corrente emo dell’epoca.

Sfortunatamente, con “The Jaws Of Life” stiamo parlando di un progetto artistico fondamentalmente diverso, molto più alternative e meno picchiante. Fatta questa premessa, le basi per un ascolto a mente aperta sono state gettate. Il risultato è un lavoro che eccelle tanto quanto annoia. Andando con ordine, il disco si apre nel migliore dei modi con “Death Of An Executioner”, traccia veramente nostalgica con un giro di accordi che mi ha riportato al glorioso 2012, con frangetta annessa. Il ritornello è catchy da morire e salta subito all’orecchio la cura maniacale con la quale l’album è stato prodotto. I suoni sono eccellenti, nulla sparisce nel mix e tutto suona moderno e pulito, ma mordente. Con un non so che di grunge nei suoni di chitarra. Le influenze grunge si sentono anche in fase di scrittura nella successiva “Pass The Nirvana”, forse il mio pezzo preferito del progetto nonché il primo singolo estratto dallo stesso. È qui, e forse solo qui, che si sente l’eco di quella cattiveria che ha sempre caratterizzato la band. “Even When I’m Not With You” ed “Emergency Contact”, rispettivamente traccia 3 e 4 ed entrambi singoli, mollano un po’ la presa ma si dimostrano due ottime canzoni con potenziale pop. Da qui in poi, la monotonia midtempo del disco si fa sentire. Nulla salta particolarmente all’orecchio, tutto si perde in un calderone di giri di batteria simili tra loro ed arpeggi che portano poco di interessante. Sono sempre a favore di album che hanno una loro identità sonora. Un loro sound caratteristico. Uno dei punti di forza di questa band era adattare quel sound a diversi stili, dal punk al metal, mentre in questo lavoro si perde un po’ questo concetto. Comunque canzoni come la title track e le due addette a chiudere il disco sono punti alti di scrittura e sicuramente hanno un posto valido nel catalogo di Vic e compagni.

Tirando le somme, i Pierce The Veil tornano con un progetto maturo, figlio di una concezione più alternative di musica. Tornano con un tiro meno accentuato, ma con una produzione di tutto rispetto. Tornano, anche live, e questa cosa mi basta. Non penso si possa parlare di capolavoro, ma neanche di flop. Solo dell’ennesimo tassello in una discografia che si è guadagnata il suo posto tra i grandi del genere. 

Etichetta: Fearless Records

Anno: 2023

Tracklist: 01. Death Of An Executioner 02. Pass The Nirvana 03. Even When I’m Not With You 04. Emergency Contact 05. Flawless Execution 06. The Jaws Of Life 07. Damn The Man, Save The Empire 08. Resilience 09. Irrational Fears 10. Shared Trauma 11. So Far So Fake 12. Fractures
Sito Web: https://piercetheveil.net/

Matteo Pastori

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Nerd venticinquenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco.

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