Iron Maiden – Recensione: Piece Of Mind

Dopo il successo planetario arrivato con ‘The Number Of The Beast’ e un estenuante tour mondiale gli Iron Maiden non fanno attendere il pubblico, e sfornano il quarto album in quattro anni. Clive Burr se ne va per motivi di salute, e viene sostituito alla batteria da Nicko McBrain, a costituire quella che a tutti gli effetti è considerata la formazione ‘classica’ dei Maiden. Il disco è leggermente inferiore al precedente monumento, ma comunque contiene ‘The Trooper’, uno dei classici di sempre, e altri buoni pezzi quali ‘Flight Of Icarus’, ‘Revelations’ e ‘Whrere Eagles Dare’. Va un po’ calando nel finale, con gli ultimi pezzi non proprio memorabili, anche se la conclusiva ‘To Tame A Land’ è un pezzo molto riuscito, e dà in qualche misura l’idea delle evoluzioni future del suono del gruppo. Il disco consente comunque ai Maiden di consolidare la propria fama mondiale, entrando in classifica un po’ ovunque e permettendo di imbarcarsi in un altro estenuante tour mondiale.

A livello musicale gli ingredienti sono quelli: melodia, aggressività, duetti di chitarra, basso martellante, qualche rallentamento di atmosfera e la voce di Bruce Dickinson a impreziosire il tutto, niente di nuovo rispetto a quanto fatto sentire in precedenza, ma un consolidamento dell’inconfondibile sound Iron Maiden.

Etichetta: EMI

Anno: 1983

Tracklist:

01. Where Eagles Dare
02. Revelations
03. Flight Of Icarus
04. Die With Your Boots On
05. The Trooper
06. Still Life
07. Quest For Fire
08. Sun And Steel
09. To Tame A Land


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi