Bob Catley: Piccolo Grande Uomo – Intervista

Ritorna Bob Catley. Gary Hughes e Paul Hodson se ne sono andati, e un nuovo terzetto di compositori ha partorito il materiale del suo nuovo ‘Spirit Of Man‘: non siamo ai livelli di eccellenza degli altri album da solista del piccolo grande cantante dei Magnum, ma è pur sempre musica di gran sostanza e qualità. Oltre ad essere un’ottima occasione per scambiare qualche idea con Mr. Catley in persona: tra la diplomazia da consumato protagonista del music business trova spazio qualche curiosa incursione in aneddoti dei tempi passati…

Ciao e congratulazioniper il nuovo album! Come ci si sente a cantare pezzi scritti da un nuovo compositore, dopo le esperienze con Gary Hughes e Paul Hodson?

“Gary Hughes ha scritto i miei primi tre album e mi ha regalato alcuni straordinari pezzi di rock melodico che propongo ancora dal vivo, e gliene sono estremamente grato. Paul Hodson ha proseguito sulla strada tracciata da Gary e mi ha dato di nuovo grandi canzoni epiche, anche se in uno stile più heavy, quasi metal, come in ‘The Prophecy’. ‘Spirit Of Man’ è un album ancora più heavy, ma più vario, soprattutto perchè alla stesura dei pezzi stavolta hanno lavorato tre persone: Dave Thompson e Paul Uttley dei Lost Weekend hanno scritto la gran parte del materiale, il resto è opera di Vince O’Regan, quindi mettendo insieme loro tre mi ritrovo con il mio miglior album da solista!”

‘Spirit Of Man’ è più guitar-oriented rispetto ai tuoi altri sforzi solisti. C’è un motivo particolare per cui volevi prendere questa direzione?

“No, penso sia semplicemente la conseguenza del fatto che le canzoni sono state scritte da chitarristi invece che da un tastierista, com’era stato per ‘Empires’, ma mi piace che chitarre più heavy siano in primo piano e le tastiere emergano soltanto nei punti giusti. Forse il prossimo album sarà ancora diverso: dipende da chi scriverà per me!”

Non ti fa uno strano effetto cantare sempre pezzi scritti da altri?

“Devo credere nelle canzoni che qualcuno ha scritto per me, e tutti quelli che le scrivono sanno che devono mettere la loro anima e il loro cuore in qualsiasi cosa che debba essere cantata, quindi c’è un’alchimia molto buona fra noi, che si tratti di Tony dei Magnum o di qualsiasi dei compositori dei miei album da solista. Quindi canto per loro, ma soprattutto per la gente che compra e ascolta i miei album, e spero di farlo a lungo!”

Come mai hai deciso di occuparti della produzione in prima persona?

“L’album è stato registrato in un periodo di circa due anni e a pezzi, a causa dei miei impegni con i Magnum, quindi non sarebbe stato molto pratico usare un produttore esterno. Avevo abbastanza fiducia nel fatto che fossimo io e Vince ad occuparci della produzione, perché avevamo vissuto con queste canzoni abbastanza a lungo da sapere in quale direzione stavano andando e qual era la maniera migliore di metterci le mani.”

Cosa ne pensi delle nuove band di hard rock melodico?

“Me ne piacciono parecchie, soprattutto HIM, The Rasmus, Edguy, Dragonforce e Power Quest. Mi trovo in sintonia con chiunque cerchi di dare il massimo, e poi si tratta di ottima ed eccitante musica rock.”

Cosa facevi prima di diventare un musicista di professione?

“Ho cominciato con una carriera nelle telecomunicazioni, ma l’uomo di spettacolo che c’era in me ha deciso che sarei entrato in una band e avrei cercato di guadagnarmi da vivere cantando. Sono contento di averlo fatto, altrimenti adesso avrei un lavoro noiosissimo in un centralino telefonico!”

Hai qualche aneddoto divertente sui tuoi inizi nel music business?

“Vediamo…quando sono entrato a far parte di una band per la prima volta ci hanno detto che eravamo meglio dei Beatles e poi ci hanno pagato in cioccolata. Un’altra volta in Germania ci siamo schiantati contro un albero e abbiamo visto i poggiatesta a pezzi, proprio dove avrebbbero dovuto essere le nostre teste: non c’erano perché ci eravamo tutti addormentati, compreso l’autista! E poi quando mi ero messo nel backstage a mangiare degli snack dei Def Leppard mentre era andata via la luce: l’illuminazione è tornata all’improvviso e me li sono ritrovati tutti seduti davanti…”

Cosa fai nel tempo libero?

“Mi piace stare con la gente, andare a vedere una band o semplicemente starmene con i miei amici e la mia famiglia, al pub o al ristorante cinese. Non sono mai stato un grande lettore, invece mi piace il cinema, recentemente soprattutto la trilogia del Signore degli Anelli.”

Su cosa stai lavorando al momento?

“Sto promuovendo il mio nuovo album da solista e mettendo insieme la band per il tour, oltre ad andare in studio ad aiutare Tony nella registrazione dei pezzi per il nuovo album dei Magnum.”

Avremo la possibilità di vederti in Italia?

“Lo spero. Sarò in tour in Inghilterra in aprile, e spero di riuscire a mettere insieme più date possibile in Europa in maggio. La mia band al momento è composta da Vince O’Regan alla chitarra, Jamie Little alla batteria, Oliver Wakeman (figlio di Rick) alle tastiere e Gavin Cooper degli Statetrooper al basso.”

Cosa vuoi dire ai tuoi fan italiani?

“Spero che ‘Spirit Of Man’ vi piaccia quanto è piaciuto a me realizzarlo, e spero che le canzoni trovino un posto anche nel vostro cuore. Sono molto contento di essere con la Frontiers e colgo l’occasione per ringraziare tutti del supporto, che ha fatto sì che questo fosse il miglior album che abbia mai fatto. Tenetevelo stretto! Ci vediamo presto!”

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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