Piccoli oligopolisti crescono

EMI e Warner Music stanno combattendo una battaglia da 4,6 miliardi di dollari per l’acquisizione l’una dell’altra e la creazione di un colosso che ridurrebbe il mercato musicale a tre soli contendenti.

La londinese EMI Group Plc ha rifiutato un’offerta da 4.6 miliardi di dollari dalla rivale Warner Music Group Corp., che di rimando ha rifiutato un’offerta della stessa entità dall’etichetta inglese.

A complicare la questione si uniscono l’interesse degli antitrust regulators (in particolare della Comunità Europea), che chiedono la vendità di alcune etichette (EMI Music Publishing è la prima al livello mondiale, seguita da Warner/Chappell, gli analisti si aspettano che almeno uno delle due debba essere venduta perchè la fusione possa procedere), e la vendita da parte di Bertelsmann AG’s di BMG Music Publishing, valutata 1.9 miliardi di dollari, alla quale sia Warner che EMI sono interessate.

Gli analisti ritengono che prima o poi un compromesso verrà raggiunto, nonostante nessuno dei due contendenti sembra avere la possibilità di anzare ancora l’offerta.

La fusione delle due compagnie creerebbe un gigante capace di rivaleggiare con Universal Music, di proprietà della francese Vivendi, e Sony BMG, una joint venture tra Sony Corp and Bertelsmann. Con buona pace della concorrenza.

Fonte: Reuters

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