Overlord’s – Recensione: Perpetual

Il “signor Overlord”, nuovo emulo di Y. Malmsteen, arriva dalla Grecia e non si vergogna di farsi ritrarre impugnando una Fender Stratocaster (stesso strumento utilizzato dal suo beniamino), presentandosi con un look che vuole in tutti i modi replicare gli atteggiamenti del ben più famoso musicista svedese.

L’opera prima di questa nuova formazione è ovviamente un album di neoclassic metal che non disdegna variazioni sorprendenti come per esempio vari brani di power metal in stile americano che arriva per certi versi ad assomigliare anche ai pezzi più accessibili dei mai dimenticati Watchtower (da ascoltare, in questo caso, ‘Prince Of Darkness’). L’aspetto più convincente di un album che potrebbe partir svantaggiato dagli eccessi di “replicazione” è proprio il sound, che si distacca parecchio dal gusto dell’artista che viene emulato. I brani presentati rispettano tutti i dettami dalla forma-canzone e non si trasformano in meri esercizi esecutivi del chitarrista. Detto questo non si può nascondere che spesso, ascoltando i pezzi, sembra di assistere all’esecuzione di un “compito”… ma la dose di emotività e di originalità riesce a convertire quest’aspetto in un esercizio dovuto di tecnica che ben si addice ad un guitar hero di 21 anni, che attribuisce il giusto peso al “prodotto canzone”, senza mortificarne alcun aspetto.

Voto recensore
6
Etichetta: Sonic Age

Anno: 2005

Tracklist: 01. Perpetual
02. Majesty
03. Immortal Hymn
04. Prince Of Darkness
05. Empire Of Shadows
06. The Overlord's
07. I Can't Wait
08. I'll Never Cry Again
09. Melancholy

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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