Sirenia – Recensione: Perils Of The Deep Blue

A due anni di distanza da “The Enigma Of Life”, ecco ritornare sulla scena i Sirenia con “Perils Of The Deep Blue”, sesto e tanto atteso lavoro in studio, di cui avevamo avuto un assaggio con “Seven Widows Weep” e “Ditt Endelikt” nel mese di maggio e da cui erano emersi sia stupore che perplessità che qui mi sento di confermare. “Ducere Me In Lucem” è una intro molto lunga, lirica e dai sapori goticheggianti che fa da apripista ad un album molto vario e che a più riprese sembra omaggiare, con la dovuta cautela, gli Epica.

“Seven Widows Weep”, che nel video e nel testo omaggia la cultura norvegese, mette in mostra luci e ombre di questa band. Iniziamo dalla melodia che, fra toni epic-classici e un metal schietto e semplice, risulta essere, sopratutto nella parte della strofa, ripetitiva e ridondante. Morten Veland, anima della band, nonché fondatore e unico membro rimasto della formazione originale, tira fuori la voce con un growl schietto e tetro che acuisce il clima gothic del pezzo. Ailyn, amata e odiata, si muove fra toni epici e altri che rasentano una sorta di falsetto. Il pezzo in sé funziona anche se, alla lunga, risulta essere eccessivamente prolisso e poco vario.

“Ditt Endelikt” (la tua scomparsa, ndr) è un omaggio alle origini norrene della band e a quella spagnola di Ailyn. Il mash up linguistico, per quanto insolito, risulta originale e piacevole, così come il pezzo che, per quanto sia classico, si prospetta come un ottimo singolo di successo.

“Cold Caress” richiama fortemente la musicalità degli olandesi Epica, soprattutto a livello di cori e di ritmo: la voce della cantante si fa subito largo dopo un brevissimo intro e, malgrado i numerosi ascolti, la sensazione che si ha è che vi sia una forzatura (o un lieve audio tune) a livello di timbrica. La vocalist sembra riprendersi nel corso del pezzo, ma ormai il sasso è stato lanciato e la sensazione di un troppo osare rimane. La musica mantiene i soliti toni epici e ad elevare il brano sono i cori, che danno un tocco di soavità e sacralità a questo brano.

“Darkling”, che a parer mio risulta essere il pezzo meglio composto, si destreggia fa liricismo puro, growl, gothic e symphonic. Un bel mix le cui diverse sfaccettature di genere si completano l’un l’altra creando un’intelaiatura ad hoc. Nonostante l’elevata durata del pezzo, che arriva a toccare oltre cinque minuti, “Darkling” non stanca ma al contrario incuriosisce. Cori e musica si fondono creando un’ottima base, così come la voce di Ailyn che sembra qui trovare la propria dimensione.

“Stille Kom Døden” è la seconda canzone in norvegese che va premiata non solo per l’utilizzo di una lingua così complessa e forte, ma anche per la composizione musicale che fa leva su una chitarra solista presente ma non sovrastante e un cantato diviso fra angelico e tenebroso. Il testo, che merita davvero di essere approfondito e tradotto, è una specie di poesie crepuscolare dal forte significato simbolico. Se “Darkling” è la traccia meglio riuscita, “Stille Kom Døden” è la più originale e la più profonda.

“Blue Collen” conclude questo tanto vario quanto impegnativo. Con sonorità più moderne e una serie di effetti ben contestualizzati, i Sirenia rientrano nella contemporaneità musicale con un pezzo molto radiofonico ma non scontato.

“Perils Of The Deep Blue” è un album strano che si suddivide tra validissimi pregi e molti difetti. Se da una parte abbiamo testi ben studiati e alcuni dotati di una profondità di pochi, dall’altra abbiamo alcune parti eccessivamente ridonanti e la voce di Ailyn che viene forzata in più occasioni. L’album non è immediato, ma necessita di numerosi ascolti e di una lettura dei testi per essere capito in toto.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Tracklist:

01. Ducere Me In Lucem

02. Seven Widows Weep

03. My Destiny Coming To Pass

04. Ditt Endelikt

05. Cold Caress

06. Darkling

07. Decadance

08. Stille Kom Døden

09. The Funeral March

10. Profund Scars

11. A Blizzard Is Coming

12. Chains

13. Blue Collen


Sito Web: www.mortenveland.com/sirenia/

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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