Pennywise – The Real McKenzies: Live Report della data di Milano

Quello che per i comuni mortali è un giovedì come un altro, per i fan del punk vecchio ed immortale è la coronazione di un sogno: The Real McKenzies e, soprattutto, Pennywise in un’unica serata. La mia personale attesa è tanta, ma a giudicare dal pubblico direi che è un’attesa di pochi.
Sarà il cambio di cantante dei Pennywise, sarà che il concerto è nel mezzo della settimana..ma l’evento che dieci anni fa si sarebbe rivelato sold out si profila come un intimo incontro tra buoni e nostalgici amici.

Sono da poco passate le 20,30 e quello che si sente provenire dal second stage è l’intro di “Barret’s Privateers” rifatta dai The Real McKenzies. Bastano pochi colpi di rullante per vedere un gruppo di Scottish Men, con tanto di kilt, correre verso al palco e contagiare i presenti a ritmo di folk scozzese con un ottimo tocco di punk. Il check è perfetto così come la voce di Paul McKenzie, calda, precisa e che va a segno su ogni canzone. Dopo l’intro piratesco è la volta di “Chip”, con l’impeccabile cornamusa di Matthew MacNasty, su cui inizia a scatenarsi un pogo che non può che crescere di canzone in canzone! Seguono poi “Drink The way I Do”, “Bastards”, su cui si innalzano bicchieri pieni di birra, e altri pezzi storici che non fanno che scaldare il pubblico in trepida attesa per i Pennywise.
Che altro dire? La performance dei The Real McKenzies è perfetta, precisa ed estremamente coinvolgente. Ottimo live per una band ancora poco conosciuta e che, battendo la normale consuetudine, perde moltissimo se ascoltata nella versione in studio!

Dopo essere stati in Scozia per circa un’ora, è arrivato il momento che in tanti aspettavano. L’Alcatraz, rispetto all’inizio, è decisamente più affollato e ormai carico di adrenalina per l’imminente performance dei Pennywise! Per chi ha avuto la fortuna di sentirli dal vivo con Jim Lindberg, storica voce della band, questa sarà la prova del nove per capire se i Pennywise con Zoli  Téglás (leader degli Ignite) possono ancora chiamarsi tali.
Dopo alcuni minuti d’attesa ecco finamente Fletcher, Zoli & Co. fare irruzione sul palco e lanciarsi subito sulle note di “Fight Till You Die”. Se non fosse per la voce insolita di Zoli direi di essere nel 1997 con “Full Circle” nel cd player! La differenza di timbro si sente, ma il riarrangiamento della musica ha reso perfettamente compatibile le canzoni con la voce di Zoli. Bastano poche note per sentire i cori dei fan e vedere la formazione di un violento pogo, elemento fisso di tutto il live.
La setlist è perfetta, studiata nel dettaglio e che, malgrado l’assenza di “Land Of The Free?” (mia personale canzone preferita), va in crescendo in fatto di carica! Da annoverare sono la quartina storica costituita da “Society”, in cui si vedono persone letteralmente volare, “Homesick”, “Fuck Authority”, in cui anche i fotografi più composti posano le reflex e cantano, e “Straight Ahead”. Non c’è che dire, malgrado il pesante cambio di voce i Pennywise sono implacabili e, come si suol dire, “più forti di prima”! Le canzoni calzano perfettamente sulla voce di Téglás che si scatena, condivide birra con il pubblico e supera le transenne lanciandosi su una folla che fatica a restituirlo (tutto intero) alla security!
Il live è colorato dai fan che non fanno che pogare, fare circle pit e, nel caso di un losco figuro, fare irruzione sul palco.

C’è il tempo del divertimento ma anche il tempo dell’impegno sociale in compagnia degli amici di Sea Shepard che, invitati personalmente e fisicamente da Zoli, ricordano a tutti quanto è importante salvaguardare l’ambiente, soprattutto il mare con annessi e connessi.
La pacchia dura poco e ci si avvia verso una conclusione da oscar (e da lividi visto il crescente movimento): “Stand By Me”, “Pennywise” e “Bro Hymn”!
Terzina musicalmente spettacolare e riuscita e con il tanto atteso incontro dei Pennywise con i fan che, sulle note del finale di “Bro Hymn”, sono chiamati a salire direttamente sul palco.
Insomma gli anni passano ma il punk, il vero punk, continua a vivere con band come i Pennywise che, incuranti del trascorrere del tempo, dimostrano di avere la stessa carica sul palco e lo stesso amore verso quei fan che, anno più anno meno, li seguono dal 1988.  

Setlist Pennywise:

01. Fight Till You Die
02. Every Single Day
03. My Own Country
04. Can’t Believe It
05. What If I
06. Peaceful Day
07. Same Old Story
08. Living For Today
09. Greed
10. Society
11. Homesick
12. Fuck Authority
13. Straight Ahead
14. Rules
15. Come Out Fighting
16. Something To Live For
17. Alien
18. Stand By Me
19. Pennywise
20. Bro Hymn

francesca.carbone

view all posts

Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi