Paul Rodgers – Recensione: Midnight Rose

Midnight Rose” è il nuovo disco solista di Paul Rodgers, una delle più grandi voci della storia del rock, con dischi leggendari fatti coi Free e i Bad Company, nonché altre importanti esperienze musicali quali i Firm assieme a Jimmy Page e l’avventura con i Queen. Questo nuovo lavoro rappresenta per lui una sorta di rinascita, sia perché non usciva un suo lavoro solista in studio dai tempi di “Electric” del 1999 (abbastanza numerosi invece i live), e per il fatto che il grandissimo vocalist inglese ha avuto una serie di ictus che avrebbero potuto compromettergli la possibilità di proseguire il suo percorso musicale. Fortunatamente le cose sono andate al meglio, ed eccoci con questo suo nuovo lavoro, il sesto in studio. L’album è uscito per la Sun Records ed è prodotto da Bob Rock e dalla moglie di Rodgers, Cynthia. Fra i musicisti che collaborano al disco, i più noti sono Keith Scott, chitarrista di Bryan Adams, e in alcuni brani, il tastierista Chuck Leavell, ex Allman Brothers Band e Sea Level, nonché collaboratore di una miriade di artisti di primissimo piano (Rolling Stones, Eric Clapton, Black Crowes, Gov’t Mule ecc.). Un incalzante tempo di batteria, un riff di puro hard blues e un Hammond ruggente introducono l’iniziale “Coming Home”, sulla quale la voce di Rodgers si staglia, miracolosamente intatta, a cesellare quelle melodie che, oltre al timbro sensazionale, lo hanno da sempre contraddistinto. Le atmosfere dei Bad Company, di una solida base musicale unita a una classe unica nei cantati, si ritrovano in “Photo Shooter”. La title track invece è una ballad dall’intro acustico, una voce caldissima estremamente soul e un’atmosfera generale di pace e rilassatezza.

Si riprende a rockeggiare con la trascinante “Living It Up”, che guarda ancora ai Bad Company, mentre “Dance In The Sun”, con la chitarra classica iniziale e la linea vocale contrappuntata da cori femminili, porta atmosfere festose e solari. Ancora grande rock’n’roll venato di soul per “Take Love” e un occhio ai Free per “Highway Robber”, soprattutto per la linea vocale, su una base che guarda anche alla tradizione musicale americana. Conclude questo disco (peraltro breve, poco più di mezz’ora) l’articolata “Melting”, che sviluppa l’iniziale blues acustico in un intensissimo rock elettrico, probabilmente uno dei picchi interpretativi da parte di Rodgers su questo lavoro.

In sostanza con “Midnight Rose”, Paul Rodgers si muove nel territorio che più gli riesce congeniale: un solido ma dinamico hard blues con forti venature soul, che guarda un po’ a tutte le fasi salienti della sua straordinaria carriera, e lo fa nel migliore dei modi. Suonato e arrangiato splendidamente, e cantato a livelli superiori, con una voce intatta e sempre ai vertici, propone un rock adulto e maturo, che si muove su territori sicuri e consolidati, ma lo fa meravigliosamente bene anche perché sono quelli che lo stesso Rodgers ha contribuito in modo determinante a creare, pubblicando così quella che si può considerare una delle migliori uscite discografiche dell’anno.

Nota: il disco non è importato in Italia, e il sottoscritto ha dovuto “stalkerare” pesantemente il suo spacciatore di dischi (ebbene sì, vado ancora a prenderli nei negozi…) per averlo. Quindi due considerazioni: se da noi non arriva un lavoro di questo livello, e di un personaggio non certo secondario, temo che l’aura da terzo mondo del rock ce l’abbiamo ancora ben stampata. E nonostante questo, appassionati del genere o meno, fate di tutto per farlo vostro, non ve ne pentirete.

Etichetta: Sun Records

Anno: 2023

Tracklist: 01. Coming Home 02. Photo Shooter 03. Midnight Rose 04. Living It Up 05. Dance In The Sun 06. Take Love 07. Highway Robber 08. Melting
Sito Web: https://www.facebook.com/paulrodgersofficial

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi