Palaye Royale + July Jones: Live Report e foto della data di Lubiana

Manca meno di un mese alle due date che i Palaye Royale terranno in Italia dopo il sold out dello scorso anno ai Magazzini Generali, ma la tentazione di rivederli era talmente forte che siamo andati a Lubiana per assistere al loro primo concerto in assoluto in terra slovena.

JULY JONES

Ad aprire lo show troviamo July Jones, una cantante anglo-slovena con base a Londra dall’aspetto e dalle movenze molto provocanti, che catturano subito l’attenzione dei presenti. I brani proposti sono caratterizzati da tematiche importanti come  l’inclusione e la tolleranza e sono accompagnati da testi forti, senza filtri che riguardano anche la salute mentale. Il sound proposto è un tagliente electro pop caratterizzato da ritmiche ossessive e martellanti, forse più adatte ad un dance floor alternativo piuttosto che a un live show, ma il giovane pubblico è molto partecipe e ricettivo e non si cura molto di queste barriere musicali. July racconta sorridendo che il suo vocabolario sloveno è parecchio scarso, ma che stasera a darle manforte al concerto c’è sua mamma, che però non apprezza tutti i suoi brani. C’è spazio anche per un intermezzo acustico prima dell’ultimo pezzo in scaletta, un brano dalla ritmica quasi tribale in cui la bionda cantante si avvicina alla transenna per cantarlo a stretto contatto con i fan incitandoli a saltare e a scatenarsi nel mosh pit prima di congedarsi tra gli applausi.

PALAYE ROYALE

Dopo un veloce cambio palco, alle 22:00 in punto è l’ora degli attesissimi headliner, che fanno il loro ingresso trionfale sulle note di “Teenagers” dei My Chemical Romance, uscendo direttamente dai camerini in mezzo alla gente e salendo tranquillamente uno a uno sul palco, senza nessun problema o intervento della security. Anzi, la parte finale della transenna rimane sempre aperta come a voler lasciare lo spazio che li separa dal proprio pubblico libero e autonomo e va detto che i presenti hanno sempre rispettato questa linea immaginaria a dispetto del contagioso entusiasmo e della giovane età.

Per la band questa è la prima volta in assoluto in Slovenia e sin dalle prime note della travolgente “Nightmares” capiamo che sarà un enorme successo. Il gruppo è davvero carico e anche se gli occhi sono puntati principalmente sull’incontenibile frontman, anche gli altri non sono da meno, infatti già con la successiva “You’ll Be Fine” sia lui che Sebastian raggiungono la transenna per cantare e suonare vicino alle prime file. Durante “Fucking With My Head” il cantante si arrampica pericolosamente fino al soffitto del locale, ma la ricerca del contatto e l’interazione con il giovane pubblico è costante per tutta la durata del concerto ed è impossibile non rimanere rapiti dalla loro energia e soprattutto dalla freschezza delle loro composizioni. Si continua con l’intrigante e ritmata “No Love In L.A.” e il nuovo singolo “Just My Type”, che dal vivo ha un’ottima resa ed è un perfetto singalong. Con “Broken” si rallenta un po’ il ritmo, ma non in fatto di intensità, infatti notiamo la commozione di alcune fan che a stento trattengono le lacrime e si abbracciano tra loro.  Su “Paranoid” il led proietta immagini suggestive che accompagnano questo pezzo dalla incalzante melodia mentre il frontman canta la parte finale al piano, che sarà poi utilizzato da Emerson, il batterista per una struggente versione di “Oblivion” cantata da Remington insieme a tutti i presenti. Dopo aver dichiarato che è un assoluto onore suonare per questo incredibile pubblico, è la volta della presentazione della band  e di “Dead To Me”, pezzo dedicato a chi ha avuto una relazione schifosa; subito dopo si cambia registro passando alla stupenda “Little Bastards”, in cui lo scatenato cantante  divide il pubblico a metà e lo raggiunge per cantare da li e fare head banging tutti insieme. Un altro momento toccante è durante  “Fever Dream”, l’ultimo pezzo in scaletta che è stato dedicato alla loro giovane mamma recentemente scomparsa. Il gruppo non si fa attendere troppo per i bis di rito e Remington si posiziona al pianoforte per l’inizio di “Lonely” seguito poi dai compagni che lo sostengono nella parte elettrica del brano e c’è anche il tempo per un aneddoto divertente riguardo il pezzo dicendo che la prima volta che lo hanno eseguito live mentre stava facendo headbanging si è fatto da solo un occhio nero con il ginocchio. Poi è la volta di “Mr Doctor Man”, con la parte centrale inframezzata da “People Are Strange” dei Doors, durante la quale il batterista abbandona le pelli per andare in mezzo alla folla per un ultimo circle pit che vede sia lui che il cantante (che si getta letteralmente dal balcone) protagonisti in mezzo agli scatenati fan, prima di tornare sul palco un’ultima volta per prendersi i meritati applausi da parte di un pubblico letteralmente  rapito e conquistato dal carisma e dalla bravura dei tre fratelli Barrett. Per chi non ha ancora avuto modo di vederli dal vivo, le due date italiane di luglio sono due appuntamenti da non perdere.

Set List

Nightmares

You’ll Be Fine

Black Sheep

Fucking With My Head

No Love In L.A.

Just My Type

Broken

Paranoid

Oblivion

Dead To Me

Little Bastards

Fever Dream

Encore:

Lonely

Mr. Doctor Man

eva.cociani

view all posts

Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi