Ephel Duath – Recensione: Pain Necessary To Know

Premessa obbligatoria.

Per chi scrive, ‘The Painter’s Palette’ e’ uno di quei dischi che escono ogni dieci anni, a volere stare stretti. Di quei dischi che non creano un fenomeno a sé stante perché fenomeno a sé stante lo sono già da soli. Facile quindi capire come il giudizio di valore sul successore sia falsato dalle aspettative. Perché ‘Pain Necessari To Know’, pur essendo un disco bellissimo, non riesce ad aggiungere niente al suo predecessore, anzi preferendo l’arte del sottrarre più che quella dell’addizionare. Si riducono gli inserti di fiati, quelli elettronici e le parti cantate. Scelta comprensibile, probabilmente condizionata dalla necessità di compensare la perdita delle parti di cantato pulito di David Tolomei, ma che alla fine ha come conseguenza quella di rendere maggiormente monocorde un aspetto che, invece, è stata una delle molte parti di forza del precedente lavoro.

“Una band jazz con uno che urla sopra”, mi aveva detto uno che di musica ne capisce all’uscita di ‘The Painter’s…”. Una definizione che sembra calzare ancora di più per il nuovo lavoro di Davide Tiso & CO., anche se si sono fatte decisamente più dure e pesanti le parti distorte. Gli Ephel Duath ormai sono un capitolo a sé ed i paragoni, ormai costanti, con gente del calibro di Dillinger Escape Plan e John Zorn, lasciano il tempo che trovano. Il gruppo italiano, a differenza di quello statunitense, fa della fluidità la sua arma in più: le composizioni scorrono via naturalmente, come un viaggio comodissimo nonostante le buche nel terreno. Il suono non è mai slabbrato ed anche nei passaggi più sincopati fra parti “jazzate” e “metalliche” mantiene una sua coerenza distintiva che rende ogni trasformazione del tutto naturale. E l’inserimento di carillon spettrali o altri effetti elettronici non fanno altro che aumentare la qualità di un lavoro che, come difetto principale, ha solo quello di arrivare dopo uno di quei dischi che escono ogni dieci anni

Voto recensore
7
Etichetta: Earache / Self

Anno: 2005

Tracklist: 01. New Disorder
02. Vector - Third Movement
03. Pleonasm
04. Few Stars, No Refrain And A Cigarette
05. Crystalline Whirl
06. I Killed Rebeccah
07. Vector
08. Vector - Second Movement
09. Imploding

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