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Gorgoroth – Recensione: Incipit Satan

La prima cosa da riconoscere ai Gorgoroth è un’indubbia capacità di gestione della materia di cui è composto il black-metal: la band sa infatti dosare velocità, ritmi e atmosfere senza annoiare. Ci sono parti veloci (l’inizio di ‘Incipit Satan’) che si stemperano in passaggi dark- ambient-industriali, ci sono...

Nasum – Recensione: Human 2.0

‘Human 2.0’ si materializza come attacco frontale, immediato/non-mediato . 38 minuti di catastrofe grindcore prodotta con i suoni di un disco di thrash evoluto e pensata con la testa di un anarchico. La soluzione di continuità è un concetto superato per gli svedesi, proprio come il pensare positivo....

Primordial – Recensione: Set The Earth Aflame

Un buon disco ‘Spirit The Earth Aflame’, una fiera trasposizione musicale di uno spirito pagano, descrivibile come una saga spirituale messa in note ad alto tasso emozionale. Per citare nomi di riferimento potremmo scomodare Anathema e Katatonia, ma dovremmo calarli in un contesto contaminato anche dallo spirito guerresco...

Nofx – Recensione: Pump Up The Valuum

Ritornano i NOFX, ritorna il gruppo più amato, seguito e rispettato dell’intero non-movimento "new punk", ritorna la stessa musica di sempre. Divertente come al solito e caustica nell’occhio che si ricorda di buttare sulla società e le sue contraddizioni, ma inevitabilmente ripetitiva. Non ci sono vampate di energia...

Rob Halford: L’ex ugola dei Priest ci presenta il disco del suo ritorno al metal! Ecco la VERSIONE INTEGRALE dell’intervista, dopo il breve anticipo dei giorni del Gods

Quando ci si ritrova di fronte ad una leggenda, il rischio di lasciarsi sopraffare dall’emozione è sempre enorme! Per fortuna, però, ci sono artisti che fanno davvero di tutto per metterti a tuo agio… e Rob Halford è uno di questi: disponibilissimo e professionale nonostante l’evidente stanchezza, Rob...

Alice Cooper – Recensione: Brutal Planet

C’è chi oggi si propone come lo scioccante cantore del disagio interiore causato dal marciume della società moderna, autoinnalzandosi al ruolo di santone e di guida generazionale, e c’è invece chi l’Incubo lo narra da trent’anni a questa parte, costruendo la propria provocazione con un’intelligenza e una classe...