Peep Show – Recensione: Out For Blood

L’intento dichiarato degli scozzesi Peep Show, la cui pubblicazione del disco ad opera della nostrana Street Symphonies Records coincide con la notizia dello split amichevole da parte della formazione che lo ha inciso, è semplice e ben chiaro: fare piazza pulita di quel rockettino moscio che ammorba una scena musicale sempre più letargica e languente. Con questo proposito nella mente, il quartetto ha realizzato una decina di brani brevi, dove glam, rock ‘n roll e punk si incontrano e danno vita ad una miscela esplosiva.

Il primo elemento portante è la voce ruvida di Johnny Gunn, nome e look da glamster incallito, fan del Blackie Lawless degli albori, attitudine e modo di cantare più vicino allo stile punk. Il secondo tratto caratteristico è la relativa semplicità compositiva dei brani, veloci e senza un attimo di respiro, in cui voce e strumenti dialogano furiosamente, con uno scambio di opinioni che somiglia di più a una scazzottata in un vicolo di periferia che a un dialogo in piena regola. La musica dei Peep Show è energia adrenalinica allo stato puro, uno schiaffo in faccia a dispetto di tutte le tendenze musicali, delle mode estive e di un genere che sembra sempre in declino e poi torna fuori nel momento più inaspettato. Da questo punto di vista, “Cat Boy” e “The Stand” sembrano i pezzi meglio riusciti, mentre “Teenage Night” ha più caratteristiche in comune con un normale pezzo rock e quindi potrà attirare anche i fan di questo genere. Si potevano evitare solo i gemiti femminili in “I Want You”, sono già stati utilizzati più e più volte e probabilmente le donne ad un certo punto si stancheranno di fare queste performance (o almeno si spera). Da non perdere, soprattutto in vista di una loro probabile calata nella nostra penisola, prevista nei prossimi mesi.

Voto recensore
7
Etichetta: Street Symphonies Records

Anno: 2009

Tracklist: 1. The Stand
2. Turn It Up
3. Out For Blood
4. Teenage Nightmare
5. Peep Show
6. Nice Night To Die
7. Take The Fall
8. I Want You
9. Until It's Gone
10. Cat Boy

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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