Love Like Blood: “Oscura (in)dipendenza” – Intervista a Gunnar

E’ Gunnar dei Love Like Blood a rispondere alle nostre domande, con fare gentile e decisamente allegro. ‘Enslaved + Condemned’ è un buon disco che regalerà più d’una soddisfazione agli amanti del metal gotico e oscuro, ma non impermeabile a melodie sognanti ed evocative. Gunnar parte a ruota con la descrizione della nuova fatica…

Questo è il nostro settimo disco, ed è stato creato dopo più di 12 anni dalla formazione della band, credo si senta in esso l’esperienza che abbiamo accumulato. Dal punto di vista tecnico presenta la miglior produzione di cui abbiamo mai usufruito, mentre da quello compositivo ha goduto di tutta la calma di cui potesse aver bisogno. Per la prima volta abbiamo potuto usare uno studio tutto nostro, quasi casalingo direi, e così abbiamo potuto prenderci tutto il tempo necessario, il processo di scrittura è durato oltre un anno. Alcune volte entravo in studio dicendo che qualcosa mi faceva schifo e che dovevamo assolutamente rifarla, e mi coprivano di insulti! (Ride)

Avete lavorato con Simon Efemey, un produttore rinomato e decisamente esperto, visto che ha lavorato con gruppi del calibro di Amorphis, Pantera e Paradise Lost!

E’ stato molto bello lavorare con lui. Ha l’abitudine di lavorare solo con band di cui apprezza la musica, e quando l’abbiamo contattato per la prima volta ci ha chiesto di poter avere ed ascoltare un po’ del nostro materiale passato e i demo di quattro pezzi, e pare ne sia rimasto piuttosto colpito, tanto da decidere di produrre ‘Enslaved & Condemned’. Poi tengo assolutamente a dire che il clima in studio è stato fantastico, assolutamente. Malgrado molti dei gruppi "gotici" non amino mettere in luce il proprio lato più spontaneo, a noi non interessa, siamo gente tranquilla che sa bene come divertirsi e godersi una festa. Avevamo un sacco di birra ma riuscivamo ad essere estremamente professionali quando ce ne fosse bisogno, cioè per la maggior parte della giornata. Ci lasciavamo andare magari di sera, quando sapevamo di aver finito di registrare, ma a quel punto ci si divertiva davvero, insieme a tutte le persone che lavoravano nello studio o che ci venivano a trovare.

Tra l’altro lo studio inglese in cui avete registrato è piuttosto particolare…

Esattamente, è ricavato da una specie di fattoria vecchia di 400 anni, disperso in campagna. Pur non essendo lontanissimo da Londra, è situato in un villaggio davvero minuscolo, e ha contribuito a vreare un’atmosfera davvero particolare, molto raccolta ma anche rilassata. Io credo che sia possibile capire dall’ascolto di un disco che tipo di clima ci fosse in studio fra i componenti del gruppo. Se ci sono problemi, questioni o tensioni, quasi di certo si sentirà riflesso nel disco, lo potrai notare ascoltandolo.

In ‘Enslaved & Condemned’ c’è una curiosissima cover di ‘7 Seconds’ che fu di Neneh Cherry e Youssou N’Dour. Come siete arrivati a scegliere proprio questo pezzo?

A noi è sempre piaciuto fare cover, ne abbiamo suonate molte, a partire dall’inizio della nostra carriera. In un certo senso è comodo, perchè il pezzo è già pronto, già scritto, lo devi solo suonare, mentre da un altro punto di vista è una sfida, devi assimilarlo e poi riproporlo secondo la tua visione. In questo caso particolare è successo tutto praticamente per caso: ho sentito la canzone mentre stavo andando in auto verso lo studio, e ne sono rimasto molto colpito, davvero. L’ho poi fatta sentire agli altri ragazzi del gruppo ed è piaciuta a tutti praticamente da subito. La decisione di provare ad inciderla è stata quasi automatica, a quel punto!

Tu, Gunnar, sei l’autore di tutto l’artwork del CD. Ci vuoi illustrare il concept della copertina?

Credo di utilizzare molto il "subconscio" per gli artwork che realizzo, di lasciarmi molto andare, di solito. Questa volta però ho voluto esprimere una sensazione precisa, una dichiarazione riguardante la vita degli essere umani. Il feto esprime il dubbio riguardo a cosa l’aspetti una volta venuto alla luce, e l’orologio segna ovviamente il passare del tempo, che è inesorabile. L’immagine abbinata al titolo descrive la situazione in cui si trova l’uomo secondo il mio punto di vista. Certo, non è quello che si dice una visione ottimista, ma noi non abbiamo mai avuto temi allegri nella nostra musica. Permettimi di aggiungere una cosa: il concept di copertina non vuole esprimere alcun messaggio, non voglio convincere nessuno che la mia prospettiva sia migliore di quella altrui, l’illustrazione è solo la materializzazione di una cosa che sento dentro si me e che si adatta molto bene alla musica dei Love Like Blood.

Immagino che ora partirete in tour…

Non so ancora esattamente cosa faremo. L’unica data che abbiamo per ora fissata è l’esibizione al Gothik Treffen di Lipsia (quella disastrosa di pochi giorni fa, N.d.A.), che sarà l’occasione in cui presenteremo il nuovo disco, tra l’altro davanti a parecchie persone, sono convinto sia una buona occasione per noi! Noi siamo già tornati in studio in realtà, abbiamo delle idee su del materiale che è abbastanza distante dal suono tipico dei Love Like Blood, e vogliamo lavorare su quello. E’ addirittura possibile che non ci sia mai più alcune esibizione live per il nostro gruppo, perché non vogliamo essere ingoiati dalla routine disco-tour-disco-tour ad oltranza. Abbiamo bisogno di avere i nostri tempi e speriamo di riuscire a poter ottenere questa libertà. Potrebbe anche aver luogo un nuovo tour, ma tutto dipende da cosa decideremo di fare e dalle priorità che stabiliremo.

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