Woods Of Belial: Orrore finnico – Intervista a Whoi

A distanza di cinque anni dall’ultimo full length, tornano in pista i finlandesi Woods Of Belial; e lo fanno con un disco, ‘Deimos XIII’, che è probabilmente l’uscita più inquietante dell’anno appena trascorso. Abbiamo contattato Wohi, cantante e leader della formazione, per farci dare qualche informazione in più sul lavoro della band…

Sono passati cinque anni dalla realizzazione del vostro ultimo lavoro, ‘666 Yndstr Draconis’… come mai vi ci è voluto così tanto tempo per registrare ‘Deimos XIII’?

"Beh, semplicemente non volevamo affrettare i tempi. Abbiamo iniziato a lavorare a ‘Deimos XIII’ già nel 1998, cioè dopo l’uscita del demo ‘Baxabaxaxaxaxa…’, ma ci siamo presi tutto il tempo di cui avevano bisogno per comporre e registrare il materiale; poi, prima di iniziare la registrazione del disco, sono iniziati i problemi. C’erano due etichette diverse che volevano pubblicare il disco, ma tutte e due si sono tirate indietro, e tutto d’un tratto ci siamo trovati senza casa discografica alle spalle. È da poco che il nostro amico Mega ha presentato il disco alla Firebox e loro si sono interessati. A quel punto dovevamo solo mixare il lavoro, preparare la cover e poi pubblicarlo."

Quanto pensi che sia cambiato il vostro sound in questo tempo?

"Tantissimo, infinitamente. Il concept dietro Woods Of Belial è instabile, sempre in movimento, e ogni mese che passa nel processo compositivo c’è uno spostamento inaspettato nella direzione musicale."

Penso che ‘Deimos XIII’ sia talmente complesso e variegato che definirvi una doom metal band sia limitativo… voi come definireste il vostro sound?

"L’etichetta che abbiamo usato all’interno del booklet di ‘Deimos XIII’ è ‘suicide doom’, e direi che definisce abbastanza bene ciò che vogliamo esprimere. In ‘Baxabaxaxaxaxa…’ avevamo usato il termine ‘black doom industriale’, che non è perfetta come descrizione della nostra visione musicale ma spiega comunque abbastanza bene che musica aspettarsi da Woods Of Belial. Sostanzialmente, credo che la nostra musica si potrebbe definire doom metal, con qualche inserto industriale e black. L’idea dietro la musica è quella di evocare odio, angoscia e paura."

Credo che il titolo ‘Deimos XIII’ esprima alla perfezione le emozioni che riuscite ad esprimere in musica: orrore, disperazione, angoscia. Sei d’accordo?

"Assolutamente. La musica è solo il mezzo espressivo che usiamo, ciò che più di tutto ci interessa è l’emozione."

Cos’è, esattamente, il ‘tredicesimo orrore’ cui vi riferite?

"Vuole rappresentare l’incubo definitivo per tutti coloro che credono che 13 sia un numero sfortunato."

La musica di Woods Of Belial non è sicuramente una musica nata per essere venduta alle masse… è lenta, richiede concentrazione e spesso è così inquietante che è difficile raggiungere la fine dell’album. E credo che, in fondo, questo sia esattamente quel che volevate esprimere con la vostra musica, giusto?

"Sì, è vero. Le emozioni e i pensieri che stanno dietro Woods Of Belial hanno bisogno di musica lenta e dolorosa, e la musica lenta e dolorosa richiede concentrazione. Solo se ti concentri queste emozioni possono veramente colpirti e trascinarti nell’abisso. Sicuramente non è musica per tutti, e questo disco non venderà milioni di copie. Questo disco non ha alcun senso se dato in mano a qualcuno che non possa comprenderlo."

Se doveste nominare alcune delle vostre influenze, musicali e non, quali sarebbero?

"Woods Of Belial nacque sotto l’influenza di due band come Abruptum e Darkthrone, ma sin da allora siamo andati in cerca di influenze in molte direzioni diverse. Ascoltiamo tutti musica diversa, leggiamo libri di ogni tipo e guardiamo film di ogni genere. Ognuno di noi porta a Woods Of Belial una piccola parte di sé, non solo dal doom metal ma anche dal black, dall’industrial, dal rock psichedelico e progressivo, dall’ambient, dalle colonne sonore di film e dalla musica classica. La fonte primaria di ispirazione emozionale è l’orrore, sia esso in musica, libri o film."

Dato che suonate una musica così difficile da apprezzare, penso che i vostri show, se ne avete mai fatti, debbano essere un’esperienza unica… avete mai suonato live?

"In realtà no, non abbiamo mai suonato live e ho la sensazione che non lo faremo mai. Per riuscire a fare uno show come si deve, come vorremmo noi, avremmo bisogno di molti più mezzi di quelli che ci verranno mai messi a disposizione. La musica non è lo scopo primario di Woods Of Belial, a noi interessa l’emozione, e stare semplicemente su un palco a suonare rovinerebbe tutto, ucciderebbe la magia."

Non resta, quindi, che godersi la musica di Woods Of Belial su disco, sperando che un giorno i ragazzi cambino idea a proposito di uno show dal vivo…

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