The Dillinger Escape Plan – Recensione: Option Paralysis

Recensire un album dei DEP è sempre un’impresa. Al primo ascolto ti ritrovi davanti a dei suoni che sempre più assumono i connotati di un martello pneumatico singhiozzante. Andando avanti, invece, il tutto assume più senso; spunta anche della melodia a dare un po’ di tregua dagli assalti multidirezionali delle chitarre, e il quadro inizia definitivamente a prendere forma. Memori di capolavori quali “Calculating Infinity”, o il precedente “Ire Works”, però, possiamo benissimo dire che i contorni di questo lavoro risultano nettamente più sfocati rispetto ai lavori del passato della band. Non si può, dunque, parlare di capolavoro, visto che “Option Paralysis” è “solo” un buon album di mathcore, schizofrenico, cupo e assolutamente vario, ma, comunque, più quadrato e prevedibile (per quanto possano essere prevedibili i Dillinger…) rispetto ai suoi illustri predecessori. Questo è quello che, evidentemente, lo penalizza: il confronto con il passato, perché dai DEP ci si aspetta sempre quell’innovazione nei suoni e nelle soluzioni che hanno sempre caratterizzato e contraddistinto la band del New Jersey, elevandola a capostipite di un genere che, senza i DEP, non avrebbe davvero molta ragione di esistere.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist: 01. Farewell, Mona Lisa
02. Good Neighbor
03. Gold Teeth On A Bum
04. Crystal Morning
05. Endless Endings
06. Widower
07. Room Full Of Eyes
08. Chinese Whispers
09. I Wouldn’t If You Didn’t
10. Parasitic Twins

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