A Forest Of Stars – Recensione: Opportunistic Thieves Of Spring

Ah! Cari, vecchi, gentiluomini inglesi! Gli A Forest Of Stars paiono dei personaggi capitati per caso nel nostro mondo dall’epoca vittoriana, non solo per l’aspetto con cui si propongono al pubblico ma anche per un melange musicale che ha il sapore di antico. Ascoltando “Opportunistic Thieves Of Spring” si ha come l’impressione di avere sul piatto un vecchio vinile gracchiante, tanto le sonorità di rivelano sorprendentemente vintage. Invece il gruppo britannico nasce nel 2007 e questo album è soltanto il secondo della propria discografia. Altrettanto britannico è il retaggio stilistico che i nostri mettono in luce nell’album, un lavoro che evidenzia richiami all’avanguardia degli Akercocke nei suoi ritmi dissonanti e nelle intenzioni vagamente sinfoniche e progressive sparse tra gli episodi. I brani propongono il susseguirsi di un black metal sincopato e quasi astratto, a tratti tanto veloce da suscitare panico, in altri momenti diluito nei territori del death/doom marcato Regno Unito e tanto caro a Paradise Lost, Anathema, My Dying Bride. Non a caso la violinista/flautista Katie Stone ha fatto parte della Sposa Morente e i suoi strumenti limano i bordi del suono degli A Forest Of Stars con gocce di introspezione. Un solenne pianoforte e una voce sincopata che va da un folle screaming a un timbro grave, si rivelano ulteriori punti di forza di un lavoro non assimilabile al primo colpo ma pieno di ottimi spunti. Forse rema contro soltanto la lunga durata ma, ripetiamolo, “Opportunistic Thieves Of Spring” non è certo un album immediato, ma con un po’ di attenzione sarete coinvolti da episodi di grande spessore come “Summertide’s Approach” e “Starfire’s Memory”.

Voto recensore
7
Etichetta: Prophecy / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

01. Sorrow's Impetus
02. Raven's Eye View
03. Summertide's Approach
04. Thunder's Cannonade
05. Starfire's Memory
06. Delay's Progression


Sito Web: www.aforestofstars.co.uk

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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