Queensrÿche – Recensione: Operation Mindcrime

I remember now…

Sono capitate a tutti situazioni imbarazzanti, in cui dichiarando la propria passione per il metal si viene guardati con sufficienza e un filo di commiserazione. E l’imbarazzo è tanto più forte quanto più ci si è resi personalmente conto di quanto questi sentimenti siano in larga parte giustificati dal fatto che sia i gruppi che gli ascoltatori riescono spesso ad essere anche peggio dei peggiori stereotipi, e a prendersi pure sul serio.

Ma ognuno ha un santuario, un luogo in cui ritirarsi mentalmente e pensare che la musica pesante sa anche offrire delle gemme di una raffinatezza assoluta, che i cultori del politically correct in musica si precludono con i loro pregiudizi.

E indubbiamente una delle punte di diamante del metal intelligente e raffinato è questo “Operation:Mindcrime”. Un lavoro superiore sotto tutti i punti di vista (a parte probabilmente l’artwork…). Un concept che parla di manipolazione mentale, rivoluzione, droga, fallimento dell’ american way of life, e lo fa attraverso la storia di Nikki, manipolato dal misterioso Dott.X in una spirale discendente che lo porta fino a… No, se non l’avete mai ascoltato non voglio rovinarvi la sorpresa di una trama degna della sceneggiatura di un film, tutta da godere al primo ascolto con i suoi colpi di scena. E raccontando una storia i Queensrÿche ci mostrano un’America al collasso, il crollo del Reaganismo che aveva promesso soldi e ricchezza a tutti durante gli anni ’80, e che ha lasciato una nazione con delle disparità sociali e delle tensioni enormi.

Tutto questo prendendo il metal anni ’80 e proiettandolo in avanti, togliendo quasi tutti i fronzoli per lasciare solo l’estrema espressività. Una sezione ritmica sempre molto vivace e mai banale, con un suono di basso secco e inconfondibile, e un lavoro chitarristico di notevole spessore tecnico ma sempre al servizio di melodie eccezionali. E naturalmente una voce assolutamente unica, alta e acuta ma capace di interpretare i brani in maniera splendida, colorandoli di mille emozioni e sfumature. E i pezzi sono tutti di altissimo livello, un susseguirsi di canzoni che si stampano nella mente dell’ascoltatore e non lo abbandonano più. Ritornelli anthemici (‘Revolution Calling’, ‘Spreading the Disease’), parti lente innestate in brani eccezionali (‘The Mission’, ‘I Don’t Believe In Love‘) e un culmine della tensione emotiva nel cuore dell’album, con la lunga ‘Suite Sister Mary‘, complessa e trascinante, senza mai un attimo di calo di tensione, capace di alternare atmosfere da thriller, cavalcate trascinanti e momenti di pathos disperato.

Un lavoro che riesce a coniugare cuore, stomaco e cervello in maniera unica, una miscela vincente di raffinatezza ed eccesso, una dimostrazione eccezionale di come si possa fare musica che sia contemporaneamente aggressiva, melodica, impegnata ed emozionante.

I remember now!

Etichetta: EMI/Manhattan



Tracklist:

1. I Remember Now
02. Anarchy-X
03. Revolution Calling
04. Operation: Mindcrime
05. Speak
06. Spreading the Disease
07. Mission
08. Suite Sister Mary
09. Needle Lies
10. Electric Requiem
11. Breaking the Silence
12. I Don't Believe in Love
13. Waiting for 22
14. My Empty Room
15. Eyes of a Stranger


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