Morse – Recensione: One

L’aggettivo “instancabile” è decisamente quello che meglio si addice a Neal Morse, polistrumentista americano con l’hobby di realizzare prodotti musicali con pochi mesi di intervallo l’uno dall’altro e mantenendo sempre inalterato (in positivo) il livello qualitativo di essi. Con questo nuovo ‘One’ il nostro non smette di osare decidendo di occuparsi anche a livello esecutivo della quasi totalità degli strumenti e lasciando ai soli Randy George e Mike Portnoy l’incombenza della sezione ritmica. Il nuovo lavoro occupa un solo CD (special edition a parte) ma la struttura è la stessa di ‘Testimony’, ‘Snow’ e dei lavori dei TransAtlantic: lunghe suite (un paio di pezzi arrivano comodamente ai 18 min. di durata) intramezzate da composizioni più brevi.

Va subito precisato che Morse non stravolge minimamente il proprio sound (per molti sarà un bene, alcuni storceranno il naso) e questo ‘One’ risulta essere il “gemello” musicale di ‘Testimony’ e ‘Snow’: è bene comunque ricordare che nel giro di due anni le pubblicazioni del nostro ammontano a 5 album e 3 DVD complessivamente! Ma andiamo a vedere: a testimoniare di un trademark ormai consolidato ci pensa subito la magniloquenza dell’opener ‘The Creation’ (divisa in quattro parti) dall’essenza tipicamente prog rock e che fa di questo artista uno dei migliori “condensatori” della tradizione inglese (dai Beatles al prog anni ’70) e della tradizione d’oltreoceano (Kansas su tutti). Forse in questo contesto la scelta di collaborare con un musicista prevalentemente “metal” come Portnoy pare ancor più azzardata, proprio per il raffinato genere proposto ma evidentemente l’amicizia che lega i due supera le barriere esecutive. Lasciandoci alle spalle ‘The Man’s Gone’ che è un ottimo pezzo di rock americano di breve durata proseguiamo il tour de force con ‘Author Of Confusion’, un po’ forzata nella dilatata intro strumentale fino all’entrata del tipico canone vocale che rimanda a ‘Thought Part II’ degli Spock’s Beard (tratta da ‘V’). ‘The Separated Man’ (anch’essa divisa in quattro parti) è veramente un po’ troppo simile a quanto proposto nel recente passato da Morse arrivando a toccare inaspettatamente i lidi pop di ‘It’s Not Too Late’ anche se è caratterizzata da repentini cambi di mood che la fanno scorrere piacevolmente. In ‘Cradle To The Grave’ troviamo l’accompagnamento vocale di Chris Carmichael , già collaboratore di lunga data per quanto concerne gli archi mentre ‘Help Me / The Spirit And The Flesh’ è un bel pezzo con base blues dove emergono le notevoli doti del Morse chitarrista acustico e pianista. In conclusione ecco l’ennesima song divisa in parti a titolo ‘Reunion’ che sembra tratta da un musical di cui Andrew Lloyd Webber andrebbe sicuramente fiero coi fiati a pompare degli arrangiamenti notevoli e contrappunti orchestrali che citiamo solo ora ma sono presenti lungo tutta la durata del CD. A chiosa ribadiamo quindi che ‘One’ va a formare un tutt’uno con ‘Testimony’ dove veniva descritta la riscoperta della fede mentre qui viene posto in primo piano il congiungimento col divino; non abbiamo purtroppo a disposizione i testi e sappiamo quanto le liriche incidano nell’opera dell’artista in questione, soprattutto dopo la sua “conversione”.

La corsa di Neal Morse all’interno del music biz rimane volontariamente fuori da binari delineati e prosegue un percorso a sé che lo porta ancora una volta a comporre materiale dannatamente variegato che, volenti o nolenti, rimane unico nel panorama rock odierno.

Voto recensore
7
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. The Creation
I) One Mind
II) In A Perfect Light
III) Where Are You?
IV) Reaching From The Heart

02. The Man’s Gone

03. Author Of Confusion

04. The Separated Man
I) I’m In A Cage
II) I Am The Man
III) The Man’s Gone (Reprise)
IV) Something Within Me Remembers

05. Cradle To The Grave

06. Help Me / The Spirit And The Flesh

07. Father Of Forgiveness

08. Reunion
I) No Separation
II) Grand Finale
III) Make Us One

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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