Artillery – Recensione: One Foot In The Grave, The Other One In The Trash

Nuovo live su Dvd presentato dalla polacca Metal Mind. Questa volta sono i danesi Artillery a beneficiare della solita buona qualità audio/video con una registrazione eseguita durante il Metalmania festival 2008 (da cui abbiamo già visto il dvd dei Flotsam & Jetsam). Per quanto riguarda la prestazione della band c’è poco da commentare: suonano in modo ineccepibile, come più o meno ci si aspetta da un gruppo serio che si è fatto le ossa negli anni ottanta, ma purtroppo la presenza scenica resta un po’ carente. L’unico ad avere una certa credibilità metallara è il giovane singer, mentre i vecchi membri hanno ben stampata addosso la loro età e fa un’impressione un po’ strana ascoltare brani che si ricollegano ad un immaginario fatto di pogo furioso e capelloni a ventilatore suonati da normalissimi uomini di mezza età. Non di meno si resta piacevolmente sorpresi di come il lato musicale abbia mantenuto una certa freschezza pur presentando uno stile così datato. Merito evidente della eccellente qualità del materiale e di un songwriting personale che da solo basta a giustificare la permanenza nella storia della musica degli Artillery. Altra band da ammirare e da cui tutti i neo thrasher scopiazzoni di oggi dovrebbero prendere esempio. Da segnalare bonus di routine con interviste, videclip vari di qualità alterna e la solita sezione discography, biography, etc…

Etichetta: Metal Mind / Andromeda

Anno: 2008

Tracklist:

01. Deeds of Darkness
02. Into the Universe
03. The Almighty
04. Cybermind
05. The Challenge
06. By Inheritance
07. The Eternal War
08. Beneath the Clay (R.I.P.)
09. Time Has Come
10. At War with Science
11. Out of the Sky
12. Khomaniac
13. Terror Squad


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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