Flotsam And Jetsam – Recensione: Once In A Deathtime (Dvd)

Sottotitolo: come imparare tutto sullo speed metal in dodici semplici paragrafi. Tra i più miseramente sottovalutati di sempre i Flotsam & Jetsam non perdono l’occasione di una nuova uscita in Dvd per ricordare quanto il loro valore superi di gran lunga la loro fama. Il concerto qui proposto è (come sempre per Metal Mind) ottimamente ripreso e supportato da un audio perfetto per pulizia e potenza. Condizioni ideali in cui la band può esprimere tutte le ben note potenzialità: grandi riff, ritmiche precise, tiro sovraumano, cantato cristallino e grande personalità compositiva. Per ragioni evidentemente di appetibilità del prodotto la band concentra la scaletta sui brani del primo periodo (quello più noto ai metalheads) e del secondo (quello che copre le ristampe della stessa etichetta), sacrificando alcuni brani significativi delle ultime uscite. Non che la scelta sia di quelle fastidiose, visto che ogni song è praticamente un capolavoro e che ancora la band riesce a non perdere un grammo di aggressività sui brani più tirati, per poi guadagnare ulteriormente in esperienza quando si tratta di lavorare di fino. Piuttosto in palla con la voce Eric A.K., colpevole solo di qualche piccola sbavatura sulle tonalità più assurde che dopo tanti anni diventano difficili da riprodurre. Il resto è perfezione. Che volete, da una band così c’è solo da imparare.

Etichetta: Metal Mind / Andromeda

Anno: 2008

Tracklist: 01. Hammerhead
02. Me
03. The Master Sleeps
04. Swatting At Flies
05. No Place For Disgrace
06. Doomsday For The Deceiver
07. Hard On You
08. Fork Boy
09. Never To Reveal
10. Escape From Within
11. I Live You Die
12. Smoked Out

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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