Once Human – Recensione: Scar Weaver

Avevamo salutato gli Once Human e il loro secondo disco in studio, “Evolution”, nel 2017: il gruppo guidato dal chitarrista Logan Mader (già al lavoro con Machine Head e Soulfly) ci aveva regalato un full lenght dal forte impatto sonoro, un concentrato di brani solidi e potenti. Dopo la pubblicazione di un disco la vivo e la pandemia che ha rallentato l’intera industria discografica, i Nostri fanno il loro ritorno sulla scena sotto l’egida di earMusic e danno alle stampe questo “Scar Weaver”. La formazione è completata dalla cantante Lauren Hart, dal bassista Damian Rainaud, dal batterista Dillon Trollope e dal chitarrista Max Karon: la compagine, dunque, è rimasta invariata e l’alchimia venutasi a creare traspare tra i solchi di questo platter.

Non solo la formazione ma anche la proposta degli Once Human resta invariata: dieci tracce di robusto e ipertrofico Deathcore, poco più di quaranta minuti che vi cattureranno con il loro ritmo forsennato, carico di groove e arricchito da buone linee melodiche. Insomma, se vi aspettavate un cambiamento o un’evoluzione del sound del combo di Los Angeles, resterete sicuramente delusi; “Scar Weaver”, infatti, porta avanti con fierezza e coerenza un discorso partito otto anni fa, senza stravolgimenti o improvvisi inversioni di marcia. Una volta fatto partire l’album, dunque, preparatevi a essere travolti da composizioni che faranno felici tutti gli amanti del genere; in tal senso, l’openerEidolon” è un perfetto biglietto da visita, dove si incrociano riff quadrati, una sezione ritmica corposa come non mai, e il growl profondo e dinamico della Hart.

L’ascolto prosegue adrenalinico, alternando brani più diretti, come “Deadlock” (brano impreziosito dal contributo di un certo Robb Flynn) o la devastante “We Ride”, ad altri episodi più cadenzati, come “Cold Arrival”, la title track o “Erasure”. La melodia lega le diverse tracce e offre una solida base sulla quale mostrare un approccio diverso, come nella conclusiva “Only In Death”, brano dal piglio più decadente, o la schizofrenica “Bottom Feeder”, dove Trollope si dimostra batterista di grandissima perizia.

Tutto viene suonato con enorme sfoggio di muscoli e tecnica, e difficilmente resterete indifferenti durante l’ascolto a questo fiume in piena che risponde al nome di Once Human. Alla lunga, però, “Scar Weaver” appare troppo monolitico e fermo su schemi ben codificati per il genere. Quello che manca a Mader e soci è l’effetto sorpresa, il riuscire ad ampliare la propria proposta e inglobare al suo interno nuovi elementi che possano contribuire a dare nuovo lustro a una band sicuramente valida e interessante. Ci vorrebbe un pizzico di coraggio in più per osare a percorre altre strade. Siamo certi che i Nostri, visto il peso specifico dei singoli componenti, possano riuscirci.  

Once Human Scar Weaver 2022
Etichetta: earMusic

Anno: 2022

Tracklist: 01. Eidolon 02. Deadlock 03. Scar Weaver 04. Bottom Feeder 05. Where the Bones Lie 06. Erasure 07. Deserted 08. We Ride 09. Cold Arrival 10. Only in Death
Sito Web: https://oncehumanofficial.com/

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi